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Una breve intervista di cinque domande ci offre l’opportunità di far conoscere meglio la realtà del nostro gruppo, in grado di offrire servizi integrati di security, vigilanza, reception, custodia, assistenza, manutenzione, investigazione e business information, su tutto il territorio nazionale.

Giuliano Group è un network di aziende che offrono servizi ad alto valore aggiunto, ognuna operante in uno specifico settore di Security. Ma quali sono queste aziende? Ed a quali macro aree di servizi è possibile ricondurle?

La G&G Giuliano Group S.r.l. rappresenta, oggi, un network di società, ognuna specializzata in un preciso settore del mondo della sicurezza, che con il loro operato consentono all’intera organizzazione di perseguire la sua “mission”: ingegnerizzare soluzioni integrate a tutela, difesa e ripristino del patrimonio delle aziende. Le aziende, nello specifico, sono:

  • Istituto di Vigilanza La Torre S.r.l.: offre servizi di vigilanza e sicurezza 24 ore su 24, tutto l’anno, per Enti pubblici e privati
  • P.S.F. Investigazioni: propone servizi investigativi di tutti i generi ed informazioni commerciali su tutto il territorio nazionale.
  • Pegaso Servizi Fiduciari: offre servizi di custodia e portierato oltre che soluzioni personalizzate in outsourcing (reception, pulizia, facchinaggi, carico e scarico merci, gestione parcheggi, etc.).

I servizi offerti dalle aziende del gruppo sono riconducibili a tre macro-aree:

  1. DEFENCE difesa, tutela, protezione, presidio;
  2. RECOVERY ripristino, recupero, difesa;
  3. ENGINEERING ingegnerizzazione, capacità di costruzione;

Ogni azienda del Gruppo Giuliano opera con Sistemi di Gestione della Qualità, Sicurezza e Ambiente e risponde a certificazioni internazionali. Quali sono?

L’Istituto di Vigilanza La Torre Srl è presente nella white list della Prefettura di Salerno alla categoria IX “guardiania dei cantieri”. Ha conseguito un rating di legalità pari a due stelle come attestato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e possiede l’attestazione di regolarità dei rapporti di lavoro “Asse.Co.”, rilasciata dal’Ordine Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

La P.S.F. Investigazioni è l’azienda di Giuliano Group specializzata nella fornitura di servizi investigativi di tutti i generi ed informazioni commerciali. L’organizzazione è formata da professionisti e detective esperti nel campo dell’investigazione privata ed aziendale ed opera nel pieno rispetto della legalità.

Pegaso Servizi Fiduciari è in possesso di certificazione UNI EN ISO 9001:2015, rilasciata ad opera di Ente Terzo (accreditato da ACCREDIA) per il rilascio di Certificazioni per il settore EA 35 (servizi alle imprese), e delle certificazioni OHSAS 18001:2007 e UNI EN ISO 14001:2015.

Molteplici professionisti del settore Security operano con l’obiettivo di fornire un sistema integrato al servizio della comunità. Quanto hanno contribuito i valori fondanti del Gruppo nella configurazione della Holding così come la conosciamo?

Giuliano Group è una struttura che mette al centro della propria identità il fattore umano e il rispetto della persona. Coerentemente a tale principio si sono definiti, negli anni, alcuni valori di riferimento ai quali ogni membro del gruppo si attiene e che si sforza di mettere costantemente in pratica. Tali valori di riferimento, riuniti in un “Codice Etico”, costituiscono una sorta di bussola per le decisioni prese e da prendere sia a livello aziendale che a livello individuale.

Il Codice Etico dell’azienda descrive e rinsalda la condotta aziendale e costituisce una parte fondamentale dell’idea di business affidata alla proprietà, al management e ad ogni membro del gruppo.

Sicuramente il fattore umano ed il rispetto della persona sono i capisaldi dell’organizzazione. Può raccontarci un particolare episodio legato ad una delle aziende del network in cui sono riscontrabili tali valori?

In occasione della festa di Natale 2019, festa che organizziamo tutti gli anni e che vede la partecipazione di tutti i nostri dipendenti e collaboratori, ma anche partner e fornitori storici, abbiamo proiettato un video che ha ripercorso i 40 anni della storia del gruppo Giuliano. Per realizzare il video abbiamo messo insieme fotografie risalenti a diverse epoche storiche e messe a disposizione da alcuni dei nostri collaboratori storici.

L’emozione con cui è stato accolto da tutti coloro che hanno presenziato all’evento è stata una riprova della coesione del nostro gruppo.

L’esperienza maturata negli anni ha permesso alla Holding di fornire continuità ed innovazione. Ad oggi quali sono gli obiettivi futuri che Giuliano Group intende perseguire per la crescita delle singole aziende del Gruppo?

Con un fatturato complessivo annuo consolidato di oltre 9 milioni di euro e con i suoi 300 dipendenti, la Holding vuole essere sempre più un unico interlocutore in grado di offrire servizi integrati di security, vigilanza, reception, custodia, assistenza e manutenzione, investigazione e business information, su tutto il territorio nazionale.

Nel futuro la nostra organizzazione darà sempre più spazio all’innovazione tecnologica e in particolare all’Internet of Things, che sta favorendo una vera e propria trasformazione tecnologica degli attuali modelli di business nel settore della security. La connessione tra dispositivi eterogenei è divenuto un elemento fondamentale della vita quotidiana del consumatore e le opportunità di sviluppo per l’IoT nel settore della sicurezza sono innumerevoli e noi ci stiamo già attrezzando per coglierle.

Il taser entrerà ufficialmente nel corredo delle forze dell’ordine. L’utilizzo della “pistola elettrica” nota anche come storditore elettrico o dissuasore elettrico che utilizza l’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli, è stato ufficialmente approvato il 17 gennaio 2020 dal Consiglio dei Ministri con un decreto che va a modificare il regolamento che disciplina l’impiego della pistola a impulsi elettrici.

Il decreto del Presidente della Repubblica che porta anche la firma del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese andrà a modificare il Regolamento del 1991 che stabilisce i “criteri per la determinazione dell’armamento in dotazione all’Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia”.

La sperimentazione all’utilizzo del taser era partita nel settembre 2018 in dodici città italiane. Da Milano a Palermo, il periodo di addestramento e di prova di 70 agenti, concluso a giugno 2019, ha dato esito positivo, consentendo il passaggio alla fase successiva. Il suo uso dovrà sempre avvenire “nel rispetto delle necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica” e secondo “principi di precauzione” condivisi con il Ministero della Salute.

L’utilizzo del taser dovrà seguire uno specifico Regolamento.

Le linee guida per l’utilizzo, predisposte dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, affermano chiaramente che la distanza consigliata per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri ed inoltre stabiliscono che la pistola elettrica dovrà essere mostrata dall’agente senza impugnarla per far desistere il soggetto dalla condotta in atto. Solo se il tentativo fallisce si potrà sparare il colpo, ma occorre “considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento e i rischi associati con la caduta della persona” dopo essere stata colpita. Bisogna inoltre tener conto della “visibile condizione di vulnerabilità” del soggetto e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni e scosse elettriche.

Fondare una realtà imprenditoriale di successo e far sì che mantenga elevati standard valoriali non è un obiettivo semplice da raggiungere. Per tali ragioni, Luigi Giuliano, CEO della Holding Giuliano Group, ha deciso di raccontare, tra successi ed esperienze professionali, la nascita e lo sviluppo del Gruppo Giuliano, il network di aziende che da oltre 40 anni offre servizi integrati di security su tutto il territorio nazionale.

Il coraggio di innovare e la costanza nel perseguire un sistema valoriale saldo ed immutabile hanno permesso di sviluppare ciò che ad oggi è Giuliano Group, un complesso sistema di Security e Business Continuity Management in grado di rispettare l’operato di ogni singolo membro del Gruppo.

Dott. Giuliano, Giuliano Group è una realtà imprenditoriale in continua espansione che conta ad oggi oltre 300 dipendenti. Quali sono le origini del Gruppo? Chi ne ha reso possibile la sua fondazione?

Le origini della nostra azienda risalgono al lontano 1973, allorquando il capostipite della famiglia, Edmondo Giuliano, ha fondato il suo primo Istituto di Vigilanza. Partendo da Brescia, Cremona e Bergamo fino ad approdare a Salerno e, dopo il primo cambio generazionale, su tutto il territorio regionale della Campania e della Basilicata. L’evoluzione tecnologica del mercato e la liberalizzazione di talune attività, come i servizi di reception e portierato, ci ha portati ad operare anche a livello nazionale per clienti di primaria importanza come Nestlè Italia SpA, Invitalia SpA, E.N.A.V. SpA, Poste Italiane SpA, SDA SpA, Roma Capitale, etc.  La crescita del Gruppo ha avuto soprattutto origini interne, dalla costituzione della “Ronda di Brescia”, alla “Sicurezza del Cittadino” per arrivare alla “MondialSud” di Salerno, dalla “Pegaso Srl Servizi Fiduciari” con il marchio “PSF Investigazioni”, fino all’acquisizione e unificazione del settore della vigilanza sotto  l’unico marchio “La Torre”. Ovviamente, il merito di tutto ciò è da attribuirsi al lavoro di squadra, attraversato da successi così come da fallimenti da cui ripartire, ma soprattutto alla volontà e caparbietà imprenditoriale di chi non si è mai arreso.

Notoriamente Giuliano Group ha tra i suoi punti di forza alcuni specifici valori di riferimento, radici sulle quali ogni attività del Gruppo prende vita. Attualmente quali sono, secondo la sua personale esperienza, le linee guida seguite dal Gruppo? Qual è la condotta aziendale che più contribuisce a definire gli standard operativi adottati?

Abbiamo adottato un codice etico che descrive e rinsalda la condotta manageriale e che costituisce una parte fondamentale dell’idea di business affidata alla proprietà e ad ogni membro del Gruppo. I comportamenti dell’organizzazione si ispirano a nove princìpi fondamentali: “la lealtà”, quale orientamento a mantenere la parola data; “la fiducia” negli altri e nelle loro intenzioni; “la responsabilità” a sentirsi incaricati per primi delle attività, delle soluzioni e dei risultati; “l’onestà” nell’agire con rettitudine; “la contribuzione” a partecipare con fattività e risultati; “l’utilità” nell’agire; “la dedizione” all’impegno; “la disciplina” e “la coerenza” nell’agire. Coerentemente ai valori di riferimento, abbiamo identificato anche alcuni comportamenti attesi, che rappresentano una esemplificazione delle linee guida operative. Nella nostra organizzazione, per esempio, tutti si attivano per aiutare e supportare qualsiasi collega in difficoltà ed ognuno si prende cura della crescita professionale personale e di tutti colleghi. Ogni membro dell’azienda è proteso a mantenere gli impegni presi e a rispettare pienamente gli accordi condivisi e tutti sono orientati a ricoprire il proprio incarico col massimo livello di impegno e disponibilità. Inoltre, tutti i membri dell’azienda operano per merito e le diversità di opinione sono utilizzate per una sintesi costruttiva a vantaggio del gruppo. Chiaramente l’azienda e l’intero management garantiscono e favoriscono il rispetto dei principi e dei comportamenti al fine di ottenere il totale raggiungimento della meta aziendale e la serenità e il raggiungimento degli obiettivi personali di tutti.

Parte integrante nella crescita del Gruppo Giuliano è il rapporto con suo fratello Giovanni. Quanto hanno contribuito i valori trasmessi dalla sua famiglia nella configurazione dell’organizzazione aziendale?

La cultura aziendale è costituita dall’insieme delle conoscenze, dei valori e delle nozioni acquisite dal gruppo nel tempo tramite l’esperienza. È quindi evidente che, anche il rapporto famigliare tra me e mio fratello, così come la nostra storia, ha contribuito a definire e identificare gli standard operativi nei confronti dell’esterno e dell’ambiente economico. Siamo una struttura che mette al centro della propria identità il fattore umano e il rispetto della persona ed è proprio sulla base di questo principio che abbiamo cercato di costruire tutte le nostre iniziative imprenditoriali.

Sicuramente sono molteplici gli avvenimenti importanti che si vivono all’interno di una realtà così ampia come quella di Giuliano Group. Può raccontarci un particolare aneddoto che ha contribuito all’evoluzione del Gruppo?

Per il nostro Gruppo l’evoluzione è stata un meccanismo lento ma costante, accompagnato da fatti di successo in termini di aspettative e risultati ma, ahimè, anche da fallimenti. Nella mia personale esperienza, sono stati proprio gli insuccessi che hanno maggiormente contribuito all’evoluzione del Gruppo, comportando, a volte, anche un vero e proprio cambiamento di rotta. Nella nostra storia ci sono state cessioni, acquisizioni e fusioni e, tra le tante, mi piace ricordare in particolare un evento che a parer mio mette in evidenza quanto, nel fare impresa, possano contare la caparbietà, la perseveranza e la volontà di non arrendersi neanche difronte agli eventi più traumatici. Come nella maggior parte delle storie imprenditoriali, c’è stato un momento traumatico e di particolare difficoltà anche per noi, peraltro in piena fase di assestamento societario per dare avvio alla creazione del Gruppo. Ebbene, poco prima che si aprisse questa fase, io e mio fratello avevamo avviato una trattativa per la compravendita di un’impresa, forti di una valutazione positiva, ma informale, da parte di un Istituto di Credito con cui lavoravamo da svariati anni. Ovviamente, non potevamo immaginare che potesse accadere l’imponderabile, difatti, a cavallo dell’assunzione dell’impegno economico derivante dall’acquisizione, veniva meno il sostegno dei soci cessionari e soprattutto dell’Istituto di Credito a cui ci eravamo sempre affidati. Bene, per non tirarla per le lunghe, ci abbiamo creduto a tal punto da rischiare tutto quanto avevamo costruito fino a quel momento e, anziché tirarci indietro per limitare al minimo il danno, siamo andati avanti fino in fondo. Il tempo ci ha dato ragione.

Dal 1973 (anno di fondazione del Gruppo) ad oggi, la ricerca e lo sviluppo di innovativi sistemi di gestione sono stati i punti saldi dell’organizzazione. Come vede Giuliano Group nel prossimo futuro? Quali sono gli obiettivi specifici che intende perseguire nell’anno in corso?

Noi riteniamo che un’organizzazione vincente debba mettere al centro dei propri obiettivi la soddisfazione del cliente, quale parametro di misurazione dei risultati e primo sponsor del proprio successo. Quindi, il bisogno di sicurezza del cliente è per noi centrale e comprenderne l’evoluzione è la prima causa del nostro processo di innovazione. Sulla scia di questo principio continuiamo la nostra crescita organica e professionale. Inoltre, puntiamo anche ad una crescita per linee esterne, ossia all’acquisizione per incorporazione di piccole o medie realtà operanti nel medesimo settore di attività, con un duplice beneficio: accrescere il volume d’affari e l’EBITDA; e con l’obiettivo di offrire ai clienti una gamma di servizi in ambito sicurezza il più completa possibile.

Secondo una recente indagine dell’Istituto di ricerca Nextplora su di un campione rappresentativo della popolazione svoltasi a dicembre 2019, nel periodo natalizio ed in genere nelle festività in cui si prevedono lunghi periodi di assenza, cresce la paura di subire un furto nel proprio appartamento.

Dal sondaggio emerge, infatti, che le feste natalizie sono per il 35% degli intervistati uno dei momenti in cui si teme di più che i ladri possano introdursi in casa. Tra essi il 49% teme un’intrusione notturna ed il 16% teme che avvenga di giorno, indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno in casa o meno.

Le risposte degli intervistati hanno fatto emergere anche i motivi principali che più spaventano gli italiani nel momento in cui sono a rischio di furto o rapina nella propria casa. Il 47% degli italiani ha paura di subire un’aggressione, il 20% teme il danno economico derivante dalla perdita di preziosi e il 18% ha paura di possibili atti vandalici.

Dall’indagine emerge che la facilità che i malviventi hanno nel reperire informazioni sui malcapitati all’interno dei social network, incrementi la possibilità di subire un furto.

Per tali ragioni, soprattutto se si prevede una lunga assenza, occorre fare un uso accorto e consapevole di queste piattaforme, evitando di condividere, specie pubblicamente, troppe informazioni su di sé.

Sistemi di allarme e soluzioni fai da te aiutano a sentirsi più sicuri.

L’installazione di un sistema d’allarme è la soluzione adottata maggiormente per contrastare il timore di subire un furto, con il 31% degli italiani che decide di affidarsi ai dispositivi di sicurezza presenti sul mercato.

Non manca chi decide di adottare soluzioni “fai da te”, come ad esempio lasciare la luce accesa in casa quando si è via o chiedere al vicino di controllare la propria abitazione. Per mettere in sicurezza la propria casa è, tuttavia, preferibile affidarsi sempre ad un esperto che, dopo un adeguato sopralluogo, possa suggerire il miglior sistema di allarme ed anti intrusione da implementare.

Il riconoscimento facciale è una tecnica di intelligenza artificiale utilizzata in campo biometrico che consente di verificare l’identità di una persona a partire da un’immagine che la ritrae. È sempre più diffusa nel settore della security, ad esempio basti pensare al riconoscimento facciale utilizzato dalle telecamere intelligenti in grado di identificare qualsiasi soggetto.

Esistono diverse tipologie di identificazione facciale. Tali tecnologie sottostanno a due diversi tipi di riconoscimento: tramite il confronto delle distanze tra le pupille, la grandezza del naso, delle labbra e altre misure della faccia; oppure attraverso lo studio di come i pixel si raggruppano per formare i vari elementi del viso in modo da paragonarli con altre immagini presenti in database.

Riconoscimento facciale e tutela della Privacy.

Ma il riconoscimento facciale se da un lato può incrementare il livello di sicurezza dei privati cittadini, dall’altro può generare una spiacevole sensazione di intrusione della propria privacy.

Difatti, da un recente software sviluppato dall’Università di Standford si è potuto individuare l’orientamento sessuale dei soggetti studiati partendo dai dati somatici delle persone con una precisione del 74% nelle donne e dell’81% negli uomini. Ciò sottolinea come il riconoscimento facciale possa essere anche utilizzato per recepire informazioni personali non volutamente comunicate.

A tal proposito, la disciplina legislativa europea GDPR in materia di privacy pone limiti alla raccolta di dati biometrici. Essa prevede che per i trattamenti relativi ai dati biometrici e genetici sia sempre necessario il consenso dei soggetti riconosciuti, salvo diversa disposizione della legge nazionale che potrebbe disporre altrimenti per motivi di rilevante interesse pubblico, sanitario o di ricerca scientifica, storica, archivistica o statistica.

In Italia il tema dei sistemi di videosorveglianza che prevedano l’utilizzo del riconoscimento facciale è di grande attualità. Ciò è dovuto al nuovo software della Polizia Scientifica S.A.R.I. (acronimo di Sistema Automatico di Riconoscimento delle Immagini), software di riconoscimento delle immagini basato proprio su tecnologie di riconoscimento facciale, adottato con provvedimento del 26 luglio 2018 e che ha suscitato un acceso dibattito sul tema dell’archiviazione di tali immagini all’interno di specifici database.

È fondamentale adottare un’etica digitale di riferimento.

Importante è quindi l’adozione di un’etica digitale di riferimento in grado di regolare la condotta digitale di chiunque gestisca questa tipologia di dati sensibili, al fine di garantire un’effettiva protezione di chi ne usufruisce.

I social network, luoghi digitali in cui innumerevoli utenti condividono liberamente le loro informazioni, un ambiente di scambio, di relazione, ma anche uno strumento utile per reperire molteplici informazioni, estremamente utili per rivelare gli spostamenti di ignari internauti sempre pronti a condividere, soprattutto nei periodi di vacanza, il luogo di villeggiatura in cui si trovano, andando effettivamente a geolocalizzarsi.

I comportamenti più frequenti degli utenti online emergono da una recente indagine. 

Gli utenti maggiormente predisposti a rappresentare esche appetibili purtroppo sono, di solito, i più giovani, la cui passione per la condivisione di contenuti sul web ha la meglio persino sulla sicurezza propria e delle cose a cui tengono, a partire dalla casa. È quanto emerge da una ricerca effettuata su 4.000 ragazzi tra gli 11 e i 25 anni da Skuola.net.

Dai dati emerge che più di due intervistati su tre, il 67% del totale, pensa che ci sia un legame stretto tra i furti in casa e l’eccessiva visibilità online; il 9% afferma il contrario, non vedendo un collegamento tra le due cose; il 24%, invece, pensa che, quando accade, si tratti solo di un caso.

Difatti la protezione della propria privacy online è ben lontana dall’apparire una priorità: oltre la metà, il 57% degli utenti intervistanti, si geolocalizza una volta giunto in un luogo di villeggiatura di cui: il 44% molto spesso ed il 13% sempre e comunque. Una quota simile, con una percentuale pari al 52%, pubblica un racconto sui social network della villeggiatura in corso di cui il 3% posta ogni dettaglio delle sue giornate (con foto, video, commenti), ed un 49% seleziona i momenti che ritiene più importanti.

È importante adottare misure di sicurezza preventive.

Ma i contenuti pubblicati sui social network possono essere gestiti in un’ottica di tutela della propria privacy evitando che malintenzionati possano venire a conoscenza delle nostre abitudini quotidiane. Il 21% degli utenti intervistati tende a tenere il più possibile “chiuso” l’accesso alle proprie pagine. Un dato confortante, ma ben lontano dal 40% degli utenti che ammette di avere ancora profili social “aperti”, quindi di pubblico accesso a chiunque voglia reperire informazioni personali.

Il 10 ottobre 2019 si è tenuto a Roma il Summit europeo del CoESS – Confederation of European Security Services, in collaborazione con FederSicurezza (Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata), quest’anno giunto al suo trentesimo anniversario.

Esperti e manager di sicurezza privata e rappresentanti delle forze dell’ordine europee si sono riuniti per discutere dei vantaggi dei partenariati pubblico-privato in tema di difesa e sicurezza, condividere le migliori pratiche di cooperazione internazionali e fornire approfondimenti su nuove forme di servizi ai cittadini e modelli di business.

Tantissimi gli interventi di personaggi di rilievo.

L’evento ha permesso l’incontro di personalità di altissimo profilo istituzionale e tecnico in grado offrire nuovi spunti di riflessione partendo dalle esperienze vincenti degli stakeholder del settore a livello europeo e mondiale.

Hans Das, capo Unità Counterterrorism della DG Home Affairs presso la Commissione Europea; Michèle Coninsx, Executive Director del Counter-Terrorism Executive Directorate (CTED) presso le Nazioni Unite; Yvan De Mesmaeker, Segretario Generale dell’European Corporate Security Association (ECSA); come pure Ard van der Steur, Presidente della Private Security Association Nederlandse Veiligheid ed ex Ministro olandese dell’Interno e della Giustizia, sono solo alcuni personaggi noti che hanno partecipato attivamente al Summit.

Il vertice europeo annuale sulla sicurezza ha riunito 23 associazioni di 18 Stati membri UE, con 45.000 società di sicurezza private, 2 milioni di vigilantes e un fatturato annuo in Europa di oltre 40 miliardi di euro.

La sicurezza al centro del dibattito internazionale.

Gli argomenti trattati sono stati molteplici: come migliorare la cooperazione tra polizie e sicurezza privata, la creazione di nuovi servizi di sicurezza per la società, ma anche protezione dei big data, IT e cybersecurity nell’ambito di collaborazione tra i governi e le società di sicurezza privata.

Ma gli eventi dedicati alla filiera della sicurezza non finiscono qui.

Dal 13 al 15 novembre prossimi è attesa Sicurezza 2019, la manifestazione di Fiera Milano-Rho dedicata al settore security. L’evento è un’occasione per cogliere all’interno di un mercato in continua evoluzione le nuove opportunità del mondo sicurezza in cui digitalizzazione e cyber security saranno i temi centrali dell’evento.

 

Il Rapporto Italia 2019 elaborato dall’Istituto di Ricerca Eurispes, giunto alla sua trentunesima edizione, è diventato, nel tempo, un apprezzato punto di riferimento per comprendere l’attualità politica, economica e sociale del nostro Paese.

Tra le tematiche oggetto dell’indagine merita particolare attenzione  la sensazione di sicurezza percepita dagli italiani.

I risultati dell’indagine hanno evidenziato che la minaccia più sentita dai cittadini è rappresentata dai furti nelle abitazioni, che interessano il 25,4% degli intervistati.

Ciò dimostra come nel corso degli anni sia cambiata la tipologia di timore percepito. Difatti, si ha molta più paura di subire intrusioni nella propria abitazione che delle truffe, in prima posizione nelle classifiche degli anni precedenti.

Le città considerate “poco sicure” sono in aumento.

Le città considerate “poco sicure” per un italiano su tre sono ubicate principalmente a Nordovest con una percentuale del 42,7%.  Al Centro e al Sud più della metà degli intervistati si divide tra “abbastanza sicuri” (rispettivamente 40,5% e 45%) e “molto sicuri” (10,7 % e 8,8%); nelle isole la percezione di sicurezza è molto alta con un risultato del 59,2%.

Ma la paura di subire furti nella propria abitazione non è l’unica preoccupazione degli italiani. Dal Rapporto Italia 2019 anche la paura delle aggressioni fisiche ha subito un notevole aumento con il 20,8%, in netta crescita rispetto sia al 2009 sia al 2017.

Numeri più contenuti ed in calo riguardano, invece, le paure per altre tipologie di crimini: rapine (9,9%), furti di veicoli (9,6%), truffe (8%), scippi/borseggi (7,6%), violenze sessuali (5,8%) e furto di dati personali su Internet (4,5%).

Le paure degli italiani cambiano in base all’età degli intervistati.

Per quanto riguarda i furti in abitazione ad aver più paura sono gli over 65 (30,1%), mentre i giovanissimi (tra i 18 e i 24 anni) temono soprattutto l’aggressione fisica (25%) e attribuiscono alla violenza sessuale lo stesso grado di rischio del furto in abitazione (15%).

Prevenire un furto nella propria abitazione è ciò che spinge molteplici cittadini a dotarsi di adeguati sistemi di allarme affidandosi all’esperienza degli Istituti di Vigilanza privata.

Tra questi l’Istituto di Vigilanza La Torre che grazie alla sua Centrale Operativa attiva 24h su 24, 365 giorni l’anno, è in grado di assicurare un pronto intervento immediato in caso di necessità, scoraggiando possibili malintenzionati.

Consulta il Rapporto Italia 2019.

Un nuovo protocollo di intesa per codificare le regole per vendere un divertimento più sano, in cui maggiori controlli possono aumentare la sicurezza nelle discoteche e prevenire l’abuso di alcol, è ciò che è stato siglato lo scorso 12 luglio al Viminale dall’ex ministro dell’Interno e dai rappresentanti delle associazioni dei locali da ballo e di pubblico intrattenimento.

Franco Cecconi, Presidente AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), ha così commentato la nuova bozza di protocollo:

Il ruolo degli operatori degli addetti alla sicurezza sarà sicuramente fondamentale per definire linee guida di sicurezza più stringenti per i gestori dei locali.

Il problema principale è l’abusivismo.

In tal senso, per quanto riguarda il ruolo della sicurezza nei locali, il problema principale è rappresentato dal fenomeno dell’abusivismo in cui sarebbero necessari maggiori controlli al fine di evitare che operatori privi di alcun titolo autorizzativo si sostituiscano a professionisti formati ad hoc e in possesso di apposita licenza.

Già lo scorso aprile la circolare del Capo della Polizia Gabrielli sull’indebita commistione tra servizi di portierato e vigilanza privata aveva sottolineato l’urgenza nel trovare una soluzione in merito.

Le soluzioni di sicurezza sono molteplici.

Alla luce di ciò Franco Cecconi, Presidente AISS, ha divulgato diverse proposte per limitare il fenomeno.

L’ installazione obbligatoria di sistemi di telecamere a circuito chiuso, sia fuori che dentro ai locali; la possibilità di effettuare il pat down, anche con l’ausilio di metal detector manuali; un numero congruo di operatori in servizio; una diversa figura giuridica per gli operatori (ovvero, la qualifica di incaricato di pubblico servizio come per gli steward dello stadio); sono solo alcune possibili regole di intervento con cui sarebbe possibile limitare l’abusivismo di tale settore, migliorando allo stesso tempo la sicurezza dei privati cittadini, costantemente protetti da istituti di vigilanza qualificati.

Il CLUSIT (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) ha recentemente analizzato l’esposizione di aziende e pubbliche amministrazioni alle minacce provenienti da Internet.

I risultati di tale indagine hanno prodotto il Rapporto Clusit 2019. Secondo quanto emerso dall’analisi dei dati, nel 2018 il cyber spionaggio è cresciuto del 57% rispetto all’anno precedente con l’80% del totale dei reati compiuti con finalità di spionaggio considerati di “livello critico”.

La privacy nelle attività aziendali.

I dati hanno quindi evidenziato un problema che nel corso degli anni è cresciuto notevolmente: la privacy nelle attività aziendali.

Il rischio più grande è rappresentato dalla concorrenza sleale e dallo spionaggio, in particolare con l’utilizzo del web nei luoghi di lavoro.

Informazioni riservate e dati sensibili da riutilizzare a proprio vantaggio possono essere facilmente reperibili grazie ad un progressivo miglioramento tecnologico, arrecando un ingente danno economico alle aziende.

È importante monitorare la sicurezza aziendale interna.

Molto spesso tali azioni illecite derivano direttamente dai propri dipendenti.

Ciò significa che i pericoli non derivano solo dall’esterno ma possono essere anche provocati internamente. Informazioni riservate e know how aziendale possono essere costantemente a rischio per cui necessitano di misure specifiche sia sul fronte della cyber security sia in ambito di sicurezza aziendale interna.

In entrambi i casi è necessario affidarsi a dei professionisti in grado di individuare i potenziali soggetti coinvolti o di dotare l’azienda di sistemi preventivi a tutela della propria privacy.

Le agenzie investigative possono essere un prezioso alleato per la gestione delle criticità aziendali.

In casi di sospetto spionaggio interno una delle principali attività svolte dalle agenzie di investigazioni sono le bonifiche ambientali.

Il termine “bonifiche ambientali” identifica la possibilità di accertare la presenza di dispositivi spia negli ambienti aziendali, nelle sale riunioni o ad esempio nei veicoli aziendali.

Le investigazioni aziendali permettono di proteggere il patrimonio di informazioni e di contatti di un’impresa, favorendo la creazione di report investigativi da poter condividere anche in sede di giudizio.

PSF Investigazioni offre diversi servizi investigativi in grado di colmare le esigenze di privacy di un’azienda fornendo, in caso di necessità, informazioni utili nella scelta dei propri dipendenti o fornitori.

https://www.psfinvestigazioni.com/