Oggi il furto in azienda è sempre più diffuso e può impattare negativamente sulla produttività. Come difendersi?

Oggi come non mai, per proteggere la propria impresa, è essenziale rivolgersi a professionisti del settore in grado di suggerire le soluzioni migliori. Infatti, nonostante la percezione comune, il furto in azienda è un fenomeno incredibilmente diffuso.

Di solito si parte dall’idea che i furti siano commessi da clienti o ladri, mentre, la minaccia può venire anche dall’interno, e dai dipendenti dell’azienda, che potrebbero sottrarre beni costosi con appropriazioni illecite.

Si stima, infatti, che il materiale rubato:

Tuttavia, i dipendenti che commettono furti possono andare incontro a pesanti sanzioni, ad esempio il licenziamento per giusta causa. La sanzione viene applicata in presenza di prove inconfutabili nei confronti dei dipendenti disonesti.

Proteggere la propria azienda non è un optional

A causa dell’ampia diffusione del fenomeno, occorre tutelarsi a monte contro ogni tipo di rischio, perché può risultare più dispendioso porre rimedio che investire sulla prevenzione. Inoltre, il furto in azienda coinvolge tanti tipi d’imprese differenti e non è circoscritto a singole nicchie. Come dire: nessuno è al sicuro.

Infatti, azioni illecite di questo tipo colpiscono la maggior parte delle imprese indipendentemente da fatturato e dimensioni. Generalmente, inoltre, vengono maggiormente colpite le imprese di tipo commerciale.

Questo fenomeno è molto dannoso perché mina la redditività, e viene compromesso il clima di fiducia legato all’azienda stessa. Come difendersi, quindi? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo.

5 consigli per prevenire i furti in azienda

Ogni azienda deve avere il suo impianto di sicurezza (anche più di uno). Ed è importante che sia aggiornato e basato su una tecnologia valida. Oggi non c’è che l’imbarazzo della scelta: i sistemi per prevenire un furto in azienda sono numerosissimi.

Vediamo, quindi, 5 consigli utili per proteggere i beni aziendali:

  1. Installare un sistema di videosorveglianza per scoraggiare atti criminosi. Occorre mettere in sicurezza tutti i punti facilmente utilizzabili dai ladri, tra cui finestre, porte e perimetri esterni. Per quanto riguarda il controllo dei dipendenti tramite videocamere nascoste, è proibito e può essere consentito solo previo accordo con Sindacati e Ispettorato del Lavoro;
  2. Dotarsi di sensori di movimento per la segnalazione della presenza di intrusi;
  3. Controllare gli accessi interni ed esterni dell’azienda, per proteggere dipendenti e beni aziendali presenti nella struttura;
  4. Utilizzare un sistema di sicurezza con nebbiogeno. Questo sistema rilascia una nebbia artificiale atossica che impedisce la visibilità per eventuali intrusi. In questo modo, non riusciranno a scappare e rimarranno bloccati fino all’arrivo delle forze dell’ordine;
  5. Definire un controllo periodico sui sistemi di sicurezza: videocamere e sistemi antifurto devono essere sempre aggiornati e correttamente posizionati.

In conclusione

La problematica del furto in azienda è in costante ampliamento negli ultimi anni. Vandalismi, ingressi non autorizzati e furti sono problemi che influiscono negativamente. Per scoraggiarli, però, è possibile chiedere la consulenza di esperti del settore.

I professionisti della sicurezza, infatti, possono individuare, a fronte della propria esperienza e dello stato dell’azienda, la soluzione migliore per mettere in atto politiche di protezione.
Inoltre, richiedere una consulenza specializzata offre la possibilità di creare un ambiente di lavoro più sicuro e controllato.

Anche tu hai bisogno di tutelare la tua azienda? Contattaci.

Come difendersi dalle intrusioni in casa indesiderate ed evitare spiacevoli sorprese? Scopriamolo insieme

Che si tratti di un vicino malintenzionato o di un vero e proprio ladro, la sicurezza in casa è fondamentale, specialmente in assenza dei proprietari. Per questo occorre una buona strategia di prevenzione per le intrusioni in casa e adottare la giusta dose di precauzioni.

Con l’arrivo dell’estate, infatti, spesso si lascia campo libero ai furti nelle abitazioni. Mentre si è in vacanza, e quindi lontani dalla propria abitazione, diventa molto più semplice per dei criminali introdursi in appartamenti e ville.

In un precedente articolo abbiamo parlato di come difendere le case isolate dai furti: stavolta, invece, vediamo in che modo avvengono le intrusioni e come difendersi dalle visite spiacevoli di estranei in casa.

Cerchiamo di applicare, allora, alcuni semplici consigli per tutelare la propria abitazione, partendo dalla consapevolezza dei metodi più comuni utilizzati per entrare in un’abitazione.

Metodi usati per introdursi in casa

Spesso i malviventi sono facilitati dalle vulnerabilità delle abitazioni dovute alla fragilità dei serramenti (es. le porte dei garage), oppure dalla mancanza di sistemi d’allarme e da una collocazione che aumenta la facilità nell’intrusione e nella fuga (es. appartamenti nei piani più bassi, accessi non protetti e simili).

Quindi, ladri e malintenzionati possono introdursi nelle case e appartamenti in diversi modi:

  • attraverso pozzi luce e finestre della cantina;
  • da balconi, terrazze e tetti di facile accesso;
  • tramite forzatura di porte prive dei dispositivi di sicurezza;
  • dai vetri rotti delle finestre e porte;
  • grazie alle disattenzioni (porte o finestre lasciate aperte, chiavi all’ingresso e simili)

Per evitare situazioni spiacevoli, è necessario che la tua abitazione non presenti nessuna di queste vulnerabilità.

Cosa fare in caso di attacco frontale

Se il malintenzionato è entrato e ha intenzione di colpirti, prova a proteggerti in questo modo:

  • Se armato, cerca di fargli capire che non lo ostacolerai, dandoti alla fuga o dirigendoti piano verso un punto in cui puoi chiedere aiuto;
  • Se non armato, o armato con armi bianche (es. mazze e simili), segui questi passaggi:

Proteggi il volto mettendo le mani sulla fronte e stringi le braccia al petto per tutelare volto e costole, due punti particolarmente vulnerabili;

Tieni le gambe larghe, con i piedi in diagonale uno rispetto all’altro. Questo ridurrà la probabilità di essere atterrato o spinto. Inoltre hai maggiori possibilità di vincere uno scontro e scappare se starai in piedi. Evita in tutti i modi di farti mettere a terra.

Dai un calcio all’inguine di un aggressore uomo. Con una ginocchiata diretta riuscirai a mettere fuori gioco il tuo aggressore con una sola mossa efficace

I consigli della Polizia

Anche la Polizia Cantonale ha stilato un elenco di consigli per rendere la propria abitazione più sicura ed evitare intrusioni in casa.

Vediamoli di seguito:

  • chiudere con cura porte e finestre se uscite di casa;
  • non lasciare indizi della propria assenza (es. posta accumulata, messaggi nella segreteria telefonica);
  • lasciare oggetti di valore al sicuro nella cassetta di sicurezza di una banca;
  • non nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino, nella cassetta della posta o in un vaso;
  • illuminare la casa.

Inoltre, per lasciare il dubbio della propria presenza in casa è meglio utilizzare un sistema d’illuminazione temporizzata. Un altro consiglio utile, poi, è quello di rivolgersi a un vero esperto.

Contattare un esperto di sicurezza

A prevenire le intrusioni in casa ci pensa la valutazione dei rischi da parte di un professionista della sicurezza, che può individuare gli interventi da effettuare nelle case più esposte e vulnerabili.

Anche un’azienda specializzata nei sistemi antifurto potrà indicarti diverse tipologie di allarme adatte allo scopo (con cablato o wireless, collegato alla linea fissa o mobile, con sensori di prossimità o perimetrali). In aggiunta, potrà fornirti una stima dei prezzi che tenga conto della metratura dell’abitazione e di altre caratteristiche. Un investimento sul futuro, perché la propria sicurezza non ha prezzo.

Vuoi rendere più sicura la tua casa ed evitare pericoli? Richiedi il preventivo di un professionista.

Come prevenire il furto in una casa isolata? Scopri come affrontare il problema della sicurezza nelle ville, superando gli eventuali punti deboli

Spazio, indipendenza e intimità: vivere in una casa isolata dal centro urbano è il sogno di tanti. Questo vuol dire, però, maggiori attrattive per i ladri e malintenzionati che guardano alle ville in periferia come a dei veri e propri bottini. E il furto in casa è all’ordine del giorno.

Eppure, proteggere se stessi e la propria famiglia dai furti in casa è possibile, anche se abitiamo in una villa isolata.

Di seguito elenchiamo alcuni consigli utili, nonché accorgimenti e suggerimenti utili per rendere una casa isolata più sicura.

Furti in casa: cosa fare se sei isolato

Se stavi cercando “furto in casa cosa fare”, sei nel posto giusto. Sappiamo che, rispetto al vivere in un appartamento di un condominio, scegliere una casa isolata potrebbe presentare maggiori rischi. Si tratta di situazioni che, tuttavia, con alcuni accorgimenti possono essere prevenute e scoraggiate, e qui ti spieghiamo come.

Vediamo cosa fare per evitare intrusioni da parte dei ladri e come tutelare la propria sicurezza in una casa isolata.

1. Furto in casa: evitalo con un buon antifurto

Prima d’installare un sistema di allarme, analizza i punti deboli dell’abitazione dal punto di vista della sicurezza.  A seconda del grado di rischio a cui si è esposti, sarà più facile decidere su che tipo di allarme investire e quanto spendere, considerando poi che la soluzione migliore è prevedere una combinazione di sicurezza passiva (porte e finestre blindate) e attiva (sensori di movimento, barriere, protezione su tapparelle). E, magari, puoi rinforzare le tue difese con un sistema nebbiogeno coadiuvato da un sistema di videosorveglianza.

L’antifurto è utilissimo, per questo è importante sceglierne uno all’avanguardia, che possa collegarsi con le autorità preposte alla sicurezza del cittadino, pubbliche o private. E, magari, in abbinamento a una vigilanza notturna.

L’ideale è un sistema d’allarme che non lasci tracce dell’installazione. Se scegli tecnici altamente specializzati, potrai far passare i cavi senza rompere i muri e senza installare canaline, o senza la necessità di sistemare e ridipingere le pareti.

Inoltre, unendo un servizio di teleassistenza remota al controllo attivo dei segnali vitali del sistema, è possibile incrementare maggiormente la sicurezza e inviare una denuncia per furto in casa, raggiungendo per tempo i ladri.

2. Antifurto antirapina inossidabile

Oltre a proteggere gli ambienti della casa, è opportuno portare una linea di protezione extra anche nel perimetro esterno. Un ladro non sprovveduto, infatti, non tenterà di entrare quando non c’è nessuno. Potrebbe aspettare il padrone di casa all’esterno e portarlo in casa per farsi spegnere l’allarme sotto la minaccia di una pistola.

È qui che entra in gioco un comando smart ad alta sicurezza, da tenere sempre addosso: un telecomando ad alta sicurezza permette di gestire le automazioni di casa (col vantaggio della comunicazione criptata e non riproducibile). Appena possibile, tramite la pressione di un pulsante speciale, potrai attivare le sirene e le chiamate antirapina verso le forze dell’ordine mettendo in fuga il malintenzionato.

3. Portoncino blindato con serratura di sicurezza

Puoi anche installare difese fisiche, ad esempio una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumenta, inoltre, le telecamere oppure installa difese attive come i nebbiogeni. Questo distrarrà notevolmente i ladri.

4. Giardino curato e cassetta della posta sempre vuota

Una caratteristica delle case fuori dal centro abitato è quello di avere tanto verde intorno. Avere un giardino in disordine può suggerire che il padrone di casa sia fuori da molto tempo. Approfitta, quindi, del periodo estivo per fare le pulizie o chiedere ad un professionista di fiducia di curare il tuo prato. In questo modo, anche se sei in vacanza, i ladri non capiranno che sei assente ed eviterai brutte sorprese. La cassetta della posta, inoltre, dovrà essere sempre vuota e, in caso di assenza, potresti chiedere a un amico, parente o giardiniere di svuotarla per te.

Per cui, chi vive in una casa isolata deve fare attenzione e proteggersi dai ladri prima ancora di attivare la denuncia furto in casa. Se vuoi approfondire l’argomento, contatta un nostro esperto.

DPI, quali materiali sono inclusi nei Dispositivi di Protezione Individuale?

I cosiddetti Dispositivi di Protezione Individuale, ovvero i DPI, sono attrezzature e strumentazioni pensate per ridurre al minimo i danni per la salute e i rischi per la sicurezza sul lavoro. In base al grado di rischio dell’attività lavorativa, infatti, è previsto l’utilizzo di dispositivi specifici, che in certi casi possono essere anche obbligatori per legge.

In un contesto in cui vige l’obbligo per l’uso dei DPI sicurezza, potremmo chiederci cosa sono i DPI e quali materiali rientrano nelle varie categorie di Dispositivi Protezione Individuale. Ad esempio, i materiali per l’autodifesa, le armi e le uniformi rientrano nei DPI? Scopriamolo insieme.

DPI – Cosa sono

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) stabilisce che i DPI in ambito lavorativo debbano rispettare le norme previste dal D.Lgs. 475/92. L’art.74 offre una chiara definizione di Dispositivi di Protezione Individuale:

“Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

Tra i requisiti del Dispositivo di Protezione Individuale è previsto che debba:

  • essere adeguato ai rischi da prevenire, senza costituire un rischio maggiore;
  • essere adatto alle condizioni esistenti sul luogo lavorativo;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche e di salute;
  • essere compatibile con gli altri DPI eventualmente utilizzati;
  • essere facile da indossare o togliere in caso di emergenza.

In particolare, tra i Dispositivi di Protezione Individuale è bene evidenziare subito le attrezzature e strumentazioni escluse da tale definizione:

  • indumenti di lavoro ordinari / uniformi non destinate in modo specifico alla salute e sicurezza del lavoratore;
  • attrezzature servizi di soccorso e di salvataggio;
  • attrezzature protezione individuale di forze armate, forze di polizia e personale per il mantenimento dell’ordine pubblico;
  • attrezzature di protezione individuale mezzi di trasporto stradali;
  • materiali sportivi;
  • materiali per l’autodifesa o dissuasione;
  • apparecchi per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

E non solo: continua a leggere per saperne di più.

DPI – Categorie

Questi dispositivi di sicurezza, infatti, vengono classificati in tre categorie, a seconda del grado di rischio connesso all’attività lavorativa.

  • DPI di prima categoria: dispositivi di protezione per attività con rischio minimo e che procurano danni di lieve entità (es. l’effetto di vibrazioni, raggi solari, urti lievi, fenomeni atmosferici).
  • DPI di seconda categoria: i DPI che non rientrano nelle altre due categorie e che sono legati ad attività con rischio significativo. Viene richiesto un attestato di certificazione di un organismo di controllo autorizzato.
  • DPI di terza categoria: dispositivi che proteggono il lavoratore da danni gravi o permanenti per la sua salute, o dal rischio di morte. È previsto un addestramento specifico obbligatorio per poterli utilizzare in modo corretto. Alcuni esempi di DPI di terza categoria sono: imbragature, caschi con allaccio sottogola, autorespiratori e guanti ignifughi.

In generale, i DPI possono essere classificati anche in base alla tipologia di protezione, che può essere:

  • degli arti superiori
  • degli arti inferiori
  • di occhi e viso
  • dell’udito
  • del capo
  • delle vie respiratorie
  • del corpo e della pelle
  • dalle cadute dall’alto
  • della visibilità.

È chiaro, quindi, che non costituiscono DPI:

  • gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specifici per la protezione, la sicurezza e la salute del lavoratore;
  • le attrezzature per servizi di soccorso e di salvataggio;
  • tutte le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico (caschi, scudi, ecc);
  • le attrezzature di protezione individuale dei mezzi di trasporto stradali;
  • i materiali sportivi se utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;
  • i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione (generatori aerosol, armi individuali deterrenti, ecc.);
  • gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

Inoltre, non rientrano tra i DPI i dispositivi progettati e fabbricati per uso privato contro:

  • le condizioni atmosferiche (copricapo, indumenti per la stagione, scarpe e stivali, ombrelli);
  • l’umidità, l’acqua (guanti di plastica e simili)
  • il calore (guanti, ecc.).

Per la tutela della tua azienda e dei tuoi dipendenti, tuttavia, è possibile affiancare dei sistemi per la sorveglianza e la sicurezza ai DPI comunemente utilizzati. Se hai bisogno di una consulenza, contatta i nostri esperti.

Il Veeam Data Protection Trends Report 2022 indica che l’89% delle aziende non presta attenzione alla cyber-security e il trend è in crescita

Stando ai dati diffusi dal Veeam Data Protection Trends Report 2022, lo scollamento tra le aspettative e la capacità dell’IT di supportarle è oggi più alto che mai. L’89% delle organizzazioni, infatti, non sta proteggendo sufficientemente i dati in ottica di cyber-security. Lo studio ha coinvolto oltre 3.000 decisori IT e imprese globali, per valutare come le aziende si stanno preparando alle sfide del settore.

Tra queste spiccano l’uso massivo di servizi e infrastrutture cloud-native, gli attacchi informatici in aumento e le misure da prendere per implementare una strategia di cyber security che garantisca continuità al lavoro.

Cybersecurity, budget stanziati in aumento

Il report è stato commissionato da Veeam Software, leader nelle soluzioni di backup, ripristino e data management che offrono una Modern Data Protection, una sistema completo per proteggere qualsiasi carico di lavoro.

Lo studio ha rivelato che l’88% dei leader IT si aspetta che il budget per la cyber sicurezza aumenti di molto rispetto ad altri investimenti. Questo perché i dati sono essenziali per il business e la loro protezione costituisce una sfida sempre più complessa. Più di due terzi si rivolgeranno a servizi in cloud per proteggere i dati essenziali.

Security cyber, protezione dai ransomware

L’89% degli intervistati, inoltre, ha riportato un divario tra la quantità di dati che ci si può permettere di perdere e la frequenza dei loro backup. Questo valore è aumentato del 13% negli ultimi 12 mesi. Questo indica che, se il volume e l’importanza dei dati sono in costante crescita, lo sono anche le sfide per proteggerli.

Il fattore-chiave è che le aziende devono affrontare criticità per la protezione dei dati sempre più diversificate. Per il secondo anno di seguito, gli attacchi informatici sono stati la principale causa d’interruzione nell’operatività, e il 76% delle aziende ha dichiarato di aver subito almeno un evento ransomware negli ultimi 12 mesi.

Sicurezza cyber, l’impatto dei guasti informatici

Il fatto allarmante non è solo la loro frequenza, bensì anche l’impatto che possono avere. Con una media dei dati persi del 36%, risulta che le strategie di protezione dati sono inefficaci nel proteggere le aziende da attacchi ransomware e nel consentire loro di riprendersi.

Per questo Danny Allan, CTO di Veeam, ha dichiarato: “Con i cyberattacchi sempre più sofisticati e ancora più difficili da prevenire, le soluzioni di backup e ripristino sono le fondamenta essenziali per una strategia di Modern Data Protection”.

Inoltre, ha precisato che per la massima tranquillità delle aziende serve la certezza che il 100% dei backup sia stato completato in una finestra di tempo definita. Il modo migliore per assicurare che i dati siano recuperabili in caso di un attacco ransomware è farsi affiancare da specialisti del settore, investendo in soluzioni automatizzate e organizzate che difendano i data center e le piattaforme di protezione in cloud a cui le aziende si affidano oggi.

Se hai bisogno di una consulenza professionale per difendere la tua azienda, contattaci e richiedi subito il parere di un esperto.

Identity security, i trend del 2022 devono essere gestiti nel modo adeguato per evitare sorprese. Vediamo i principali

I trend in perenne evoluzione influenzano notevolmente le aziende, i consumatori e istituzioni. Quando la pandemia ha obbligato a prediligere la FAD e lo smartworking, gli attacchi si sono impennati. Nella fase di transizione è stata fondamentale la trasformazione digitale, con la migrazione cloud, e gli attacchi si sono concentrati su questo.

Esistono, perciò, almeno due aspetti su cui riflettere. Il primo è che i cyber criminali sono attenti ai trend, e sono i primi a coglierne le opportunità per sfruttarli a proprio favore. Il secondo è che ogni nuova tendenza dev’essere gestita e supportata fin dall’inizio da una strategia di cybersecurity. Per questo motivo gli esperti di cybersecurity di Saviynt hanno collaborato con Deloitte, KPMG, Simeio e iC Consult per individuare le azioni concrete che ogni azienda può mettere in pratica per gestire i trend.

Cyber attacchi, Cybersecurity Mesh e Zero Trust

Alberto Dossena, Regional Sales Director per Italia, Svizzera, Grecia, Croazia e Ungheria di Saviynt, ha egregiamente sintetizzato i 10 trend trattati nel report “Identity and Security Trends & Predictions: 2022 and Beyond”. Il primo è l’aumento degli attacchi alle infrastrutture critiche. Il caso Colonial Pipeline è stato solo l’inizio, perché i cyber criminali continueranno a mirare ad obiettivi di alto valore.

Al secondo posto c’è l’interesse crescente per la strategia Cybersecurity Mesh. Si tratta della revisione del modello di protezione perimetrale che era diffuso prima della pandemia, e si è rivelato poi fallimentare in seguito. È subentrato, quindi, il nuovo paradigma della protezione IT con un approccio più modulare, basato sulle identità.

Si passa quindi allo Zero Trust: infatti, la “fiducia zero” è il terzo trend da tenere presente. Non a caso, le adozioni di Zero Trust sono aumentate man mano che gli attacchi informatici mettevano in discussione la sicurezza basata sul perimetro. L’adozione di questi sistemi, probabilmente, continuerà a crescere.

Multi-cloud, robot e Threat Intelligence

Uno dei trend del momento, infatti, è il multi-cloud. Con il passaggio forzato al cloud, tutti hanno deciso di progettare una strategia multicloud e, secondo un recente sondaggio, l’81% delle aziende ormai lavora con due o più provider. Questo incrementa i problemi di visibilità, sicurezza e governance. E manifesta l’esigenza di un’esperienza “omogenea” delle attività di controllo, e delle piattaforme che offrono una sicurezza unificata cloud-native.

Il quinto trend è dedicato ai robot, ovvero i bot software, i dispositivi IoT e i robot in senso ampio che troviamo connessi alle reti. La loro presenza concorre all’ampliamento della superficie di attacco. Per questo, sono necessarie delle strategie per la gestione delle identità non umane.

Si tratta, però, di un problema anche per le utenze umane, che riciclano le password e le inseriscono anche dove non dovrebbero. Presto, però, i responsabili della sicurezza smetteranno di utilizzare le password statiche per l’accesso ai dati sensibili.

Questa, però, non è la soluzione a tutti i problemi. Per sventare gli attacchi più sofisticati serve una condivisione delle Threat Intelligence che consenta di chiudere i punti ciechi e di eliminare i ritardi. La condivisione delle informazioni è l’aspetto critico delle strategie di sicurezza, e su questo sarà necessario intervenire, con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti.

Identità, governance e Identity Blockchain

La Threat Intelligence non è il solo settore in cui è essenziale la convergenza. Lo è anche quello delle piattaforme d’identità, che dovranno includere la governance delle identità, l’accesso granulare alle applicazioni, la sicurezza cloud e gli accessi privilegiati. E non si dovranno tralasciare nemmeno i robot.

C’è poi l’aspetto della governance per l’accesso di terze parti. Gli esempi di violazioni che coinvolgono questi accessi sono numerosi. Con l’aumento degli incidenti in tal senso, è previsto che le organizzazioni aumentino le attività di monitoraggio.

L’ultimo trend da tenere d’occhio è il mainstreaming della blockchain nell’identità. Le esperienze frammentate d’identità, accesso e autenticazione comportano sfide relative alla privacy e la proliferazione dei dati archiviati da fonti diverse. La blockchain sta modificando il panorama della sicurezza, e probabilmente diventerà mainstream. L’identità decentralizzata sarà fondamentale nei prossimi mesi, e le aziende si allontaneranno da infrastrutture rigide e centralizzate.

Sei interessato all’argomento? Contattaci per avere maggiori informazioni.

Quali sono i 6 trend tecnologici che influenzeranno il settore sicurezza nel 2022? Scopriamolo insieme

Secondo lo studio pubblicato nel dicembre 2021 da Axis Communications, il 2022 sarà sommerso di novità anche per il settore sicurezza, tutte riconducibili a 6 trend principali da tenere d’occhio. Quali sono, quindi, queste nuove tendenze che modificheranno le abitudini nel mondo della videosorveglianza e affini? Vediamole di seguito.

1. Connessioni universali con ambienti ibridi

Per l’utente finale di una tecnologia, e quindi anche per l’operatore di sicurezza che gestisce la videosorveglianza, l’architettura tecnologica utilizzata per offrire questi servizi è diventata invisibile. Non importa se il processo si svolge sul dispositivo, su un server locale o in un data center molto lontano: tutto è semplicemente “connesso”.

Il mondo, infatti, sta diventando sempre più “orizzontale”, poiché le tecnologie cloud, in server fisici oppure “on the edge” vengono utilizzate in simultanea, per sfruttare i vantaggi di ciascuno strumento attraverso soluzioni ibride.

Questo trend del settore sicurezza è diventato molto più specifico. Ogni architettura viene offerta su misura a ciascun cliente, e impone di considerare sia le policy interne, sia i fattori esterni come le regolamentazioni locali e internazionali. Ovviamente, la scelta dell’ambiente e dell’architettura che gli utenti finali utilizzeranno non dipenderà dai vendor.

Tuttavia, se l’essere connesso è diventata la caratteristica alla base di ogni progetto, è probabile che la maggior parte delle soluzioni di sicurezza diventeranno sempre più ibride. Per questo, occorrerà grande attenzione per le modalità di gestione di questi strumenti.

2. La Cybersecurity sulla cresta dell’onda

Relativamente alla cybersecurity, i miliardi di connessioni che esistono oggi tra dispositivi, reti e data center hanno reso il concetto di “sicurezza del perimetro” intorno a ogni organizzazione obsoleto. I “muri virtuali” sono diventati permeabili, e questo ha portato all’emersione di un nuovo concetto di sicurezza: le reti a fiducia zero.

Se un anno fa era già prevista l’accelerazione verso le architetture di rete a fiducia zero, ora questo sta diventando un approccio standard al settore. La pandemia da Covid-19 ha giocato un ruolo fondamentale, poiché lo smart working ha costretto gli utenti a utilizzare i dispositivi in modo delocalizzato, accedendo con la rete Internet pubblica.

Adottare una rete a fiducia zero significa impostare ogni profilo di sicurezza di ciascun dispositivo e applicazione connessi alla rete, in modo che venga valutato ad ogni successiva connessione. Questo approccio ha implicazioni importanti nel settore della videosorveglianza. Infatti, i firmware firmati digitalmente, gli aggiornamenti regolari del software, i dati e video crittografati e le identità verificate diventeranno fattori di sicurezza informatica imprescindibili nelle tecnologie utilizzate.

3. Autenticare ogni cosa

Assumere un approccio a fiducia zero nella cybersecurity è importante per autenticare di volta in volta le credenziali dei dispositivi e delle applicazioni connesse. E la capacità di definire anche l’autenticità della sorveglianza è fondamentale per assicurare fiducia nel suo operato.

La possibilità di manipolare i video dopo la registrazione, infatti, potrebbe rendere sempre più discutibile l’effettiva autenticità di una ripresa video.

Di conseguenza, diventerà importante offrire soluzioni che garantiscano la veridicità della videosorveglianza al di là di ogni dubbio. E questo è un tema centrale per l’intero comparto della sicurezza, oltre a quella informatica. È dunque necessario che gli esperti si uniscano in un processo comune di standardizzazione delle modalità di autenticazione, meglio se basato sui software open source.

4. L’Intelligenza Artificiale sarà sempre più diffusa e controllata

Senza dubbio, oggi tutti stiamo utilizzando l’Intelligenza Artificiale e veniamo esposti ogni giorno a diversi servizi basati sull’AI e sul deep learning.

Occorre, anche in questo caso, una regolamentazione dei casi d’uso di questa tecnologia. Per questo, presto vedremo dibattiti legati alla legislazione sullo sviluppo e l’utilizzo di applicazioni basate sull’AI discussi a livello locale, nazionale e internazionale.

Si tratta di un’evoluzione positiva anche per i servizi di sorveglianza. Una sua maggiore integrazione, infatti, contribuirà a migliorare e ottimizzare ogni aspetto delle prestazioni di sorveglianza, dalla configurazione della camera alla qualità delle immagini, fino ai processi di analisi.

5. Nuovi scenari causati dalla pandemia

Purtroppo, a causa della pandemia, i contatti tra le persone si sono estremamente ridotti. Il Covid-19 è stato, come spiega Axis, un catalizzatore per le tecnologie contactless, alcune delle quali sono oggi diventate lo standard condiviso da tutti i settori. Inoltre, sono state introdotte le riprese video intelligenti, per assicurare il rispetto del distanziamento sociale e la conformità alle linee guida sulla salute pubblica.

La natura “connessa” di ogni strumento ha reso la carenza mondiale di semiconduttori un problema significativo per molti settori. Questo stato di cose ha portato molte aziende a dichiarare pubblicamente la volontà di prodursi da sé i propri semiconduttori o i propri SoC. E di questo, ovviamente, sentiremo molto parlare.

6. Il 5G si espanderà

Ormai abbiamo oltrepassato il punto in cui è possibile definire il 5G come un “trend” del settore della sorveglianza, se consideriamo che è stato tra i principali temi dell’agenda internazionale per diversi anni. Tuttavia, ogni nuova tecnologia diventa un trend solo quando cominciamo a vedere casi d’uso rilevanti comparire nel settore della sicurezza e della sorveglianza. Questo sta cominciando ad accadere anche con il 5G.

Di certo, buona parte dell’interesse intorno al 5G è dovuto ai miglioramenti previsti nelle performance della rete per le applicazioni consumer, e uno degli elementi più interessanti riguarda il fatto che i network 5G privati stanno emergendo come casi d’uso efficaci.

Queste reti 5G private evidenziano le potenzialità delle soluzioni di videosorveglianza in svariate applicazioni, e possono portare numerosi vantaggi anche dal punto di vista della sicurezza informatica. Inoltre, se le aziende stanno costruendo reti 5G private, la videosorveglianza dovrà essere in grado d’integrarsi con queste ultime.

Osservare i trend del settore sicurezza dal punto di vista della sostenibilità

Oggi la sostenibilità delle soluzioni tecnologiche per la sicurezza dev’essere il motore principale di qualunque attività. Il problema riguarda come progettiamo e costruiamo i prodotti, come guidiamo la nostra azienda, come i nostri fornitori contribuiscono a ridurre il nostro impatto ambientale attraverso operazioni etiche. Dovunque appare un’opportunità, questa dev’essere esaminata dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Dall’efficienza energetica ai materiali utilizzati in una telecamera, fino al luogo e alle modalità di produzione e consegna, e alle implicazioni etiche delle nuove tecnologie, nonché alle pratiche lavorative, occorre valutare i trend in base a criteri di sostenibilità.

Il 2022 si rivelerà senza dubbio un anno non privo di sfide, capace di portare significative opportunità per i professionisti della sicurezza e della sorveglianza.

Sei interessato a un servizio di sorveglianza affidabile per la tua attività? Parliamone.

Concorrenza sleale, frodi e abusi sono all’ordine del giorno quando si parla di tutela del patrimonio aziendale. Come difendersi?

Oggi le indagini aziendali rappresentano sempre più una necessità nel segmento dell’investigazione privata dedicato alla tutela del patrimonio aziendale da frodi, abusi e concorrenza sleale. Le tecnologie si evolvono, e con esse anche gli strumenti dedicati alla tutela della sicurezza aziendale. Diventa importante, quindi, effettuare un’attività d’indagine attraverso una rete capillare di collaboratori investigativi e professionisti altamente formati, specializzati nelle indagini rivolte alla tutela del patrimonio d’impresa.

Soprattutto in ambito aziendale, è molto frequente il ricorso a strumenti di controllo o d’investigazione interna all’impresa, sia per la tutela del patrimonio che della reputazione aziendale, talora soggette ad azioni scorrette sia da parte dei dipendenti, sia da parte di soci, partners e competitor. Frequenti sono i casi di concorrenza sleale, manomissioni e sabotaggi, nonché le classiche frodi legate alla finta malattia del dipendente, sempre più frequenti, e di abusi sui permessi della legge 104 e furti in azienda.

Concorrenza sleale e comportamento illegittimo: come agire

Lo svolgimento di controlli da parte del datore di lavoro sui suoi dipendenti è una delle tematiche più delicate che si possono affrontare nell’ambito del diritto del lavoro. Questo perché i lavoratori godono di diverse tutele, fra le quali la riservatezza e la tutela della vita privata, e da ciò consegue l’impossibilità da parte del datore di lavoro di porre in essere controlli sull’effettiva opera lavorativa del dipendente.

Tuttavia, occorre precisare che questi diritti devono conciliarsi anche con quelli del datore di lavoro, in presenza di fondati sospetti circa un comportamento illegittimo del dipendente, potenzialmente dannoso per l’azienda. Infatti, il patrimonio delle aziende viene spesso messo in crisi a causa di dipendenti che mettono in atto comportamenti fraudolenti. Questo produce gravi danni per le imprese, con perdite economiche e d’immagine che, in taluni casi, possono portare persino alla chiusura dell’attività imprenditoriale stessa.

Per arginare questo e altri problemi simili, occorre quindi dotarsi di un partner affidabile che accompagni la direzione in ogni singolo passaggio volto alla risoluzione del problema, operando nel rispetto delle normative vigenti. Solo così viene garantita assistenza preventiva e/o successiva all’eventuale instaurazione di un giudizio per causa di lavoro.

Intercettazioni e abusi, come proteggersi

Inoltre, in un mercato sempre più competitivo e scorretto, uno strumento strategico per la protezione dei dati sensibili è costituito dalle cosiddette “bonifiche ambientali” da microspie. In taluni casi si rende necessario verificare l’esistenza d’intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché la presenza di tecnologie atte a captare suoni e immagini video all’interno di uffici o abitazioni private. Un’attività che consente di analizzare lo stato dei luoghi in cui si discutono le strategie aziendali, verificando l’eventuale presenza di microspie, telecamere nascoste e microregistratori.

Giuliano Group assiste le aziende anche con servizi di prevenzione, e attività volte a garantire la “salubrità” elettronica degli ambienti decisionali e direttivi, ponendosi al servizio delle imprese per la tutela dei diritti delle aziende contro frodi, abusi e concorrenza sleale.

In collaborazione con professionisti e stakeholder forniamo documentazione completa e dettagliata, rilasciando report con valore probatorio in ogni sede e grado di giudizio. Il miglior service per la protezione aziendale, utile alle imprese nel campo del risk management.

Come garantire la sicurezza in azienda per manager e dipendenti, e quali precauzioni adottare in ottica di prevenzione?

Ogni azienda, prima ancora di avviare le attività quotidiane, necessita di conoscere e mettere in pratica le regole fondamentali che servono a ridurre i rischi che possono presentarsi nell’ambito di vari contesti e situazioni. Non di rado, infatti, accade che alcune situazioni trattate con leggerezza diventino poi dei problemi veri e propri, per di più dannosi e pericolosi. In quest’ottica, è senz’altro meglio giocare d’anticipo e pianificare un’accurata prevenzione dei casi di rischio.

Ricapitoliamo, quindi, le fasi fondamentali per la gestione della sicurezza in azienda, analizzando le strategie che possono essere adottate da ciascuna organizzazione e alcuni esempi di casi di rischio a cui è possibile porre rimedio con una buona attività di prevenzione.

Fasi di gestione del rischio

La gestione del rischio prevede l’assegnazione di una priorità elevata a quei rischi che hanno alte probabilità di verificarsi, e che comporterebbero ripercussioni incisive. Ovvero, tutti quei casi su cui occorre applicare di procedure di mitigazione finalizzate ad affrontare i relativi rischi.

Vediamo le principali fasi di gestione del rischio:

  1. Identificazione dei rischi: identificazione e descrizione di potenziali rischi finanziari, operativi, di progetto, di business e di mercato;
  2. Analisi del rischio: calcolo della probabilità che un rischio si verifichi tramite l’analisi dei fattori e la documentazione sulle potenziali conseguenze.
  3. Valutazione del rischio: procedura basata su controlli interni e analisi del rischio, per determinare la portata del pericolo. In questa fase occorre decidere quali livelli di rischio sono accettabili, e quali dovranno essere subito affrontati.
  4. Mitigazione del rischio: elaborare una strategia di risposta ai rischi per controllarli o minimizzarli.
  5. Monitoraggio del rischio: i rischi devono essere sottoposti a controlli costanti e periodici, per accertarsi della validità dei piani di mitigazione.

Strategie di gestione del rischio

Le principali strategie di gestione del rischio includono prevenzione, riduzione, condivisione e ritenzione delle situazioni pericolose.

  • Prevenzione del rischio: arrestare ed evitare qualsiasi attività che può comportare un rischio
  • Riduzione del rischio: azioni che possono ridurre la probabilità che un rischio si verifichi o il suo impatto.
  • Condivisione del rischio: l’organizzazione trasferisce o condivide parte del rischio con un’altra organizzazione, ad esempio con l’outsourcing della produzione o le attività di assistenza ai clienti a terze parti.
  • Ritenzione del rischio: i rischi sono stati valutati e l’organizzazione decide di accettarne il potenziale verificarsi. Può essere predisposto un piano di emergenza.

Alcuni esempi di situazioni di rischio in azienda

Le situazioni più comunemente identificate come potenzialmente pericolose o dannose per le aziende sono quelle derivanti da:

  • Ambiente IT minacciato;
  • Danni d’immagine, fuga d’informazioni e corruzione;
  • Contagi derivanti da Covid-19;
  • Eventi inattesi e danni alle strutture e ambienti di lavoro;
  • Danni economici derivanti da errati investimenti

Scopriamo insieme, allora, come predisporci per mettere l’azienda in condizione di prevenire casi critici ed evitare di attivare piani di emergenza in situazioni potenzialmente dannose.

Gestione del rischio IT

In ambito IT, il rischio deriva dalle potenziali perdite o danni causati dalle minacce che sfruttano le vulnerabilità dell’hardware o del software. I Common Vulnerabilities and Exposures (CVE) sono elenchi di falle alla sicurezza divulgati al pubblico, che aiutano gli esperti a coordinare le iniziative per risolvere le vulnerabilità, con l’obiettivo di rendere i sistemi informatici più sicuri.

Il contenimento dei rischi IT può avvenire mediante strumenti come l’analisi predittiva e l’automazione, che consentono di monitorare l’infrastruttura. In questo modo, è possibile individuare e risolvere i problemi in maniera preventiva, prima che si ripercuotano sull’intera azienda. Inoltre, con questi strumenti è possibile prevenire problemi legati alla sicurezza ed evitare tempi di inattività non programmati.

Gestione di collaboratori e dipendenti

Tra i compiti che spettano all’azienda c’è anche l’attivazione di un protocollo da seguire per tutti i dipendenti prima e durante il verificarsi delle situazioni di rischio, tra cui:

  • fare formazione ed essere dotati dei recapiti di professionisti della sicurezza da contattare in caso di furti o fuga d’informazioni, per attivare eventualmente anche le autorità preposte;
  • l’impegno a rispettare il riserbo su dati aziendali sensibili, che può essere stabilito anche da contratto;
  • il divieto di accesso alle zone di rischio, o ai documenti riservati;
  • l’impegno a informare tempestivamente il datore di lavoro di eventuali anomalie o situazioni borderline che possono compromettere l’immagine aziendale prima, dopo e durante l’orario di lavoro

L’azienda dovrà anche fornire informazioni adeguate su eventuali partner preposti al coordinamento e gestione delle attività di security e sorveglianza, a cui i dipendenti potranno rivolgersi in caso di emergenza.

Prevenzione per il rischio di Covid-19

Il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” rappresenta ancora lo strumento imprescindibile a cui imprese e lavoratori devono attenersi in materia di salute. Su questo tema, il documento evidenzia come:

  1. Le mascherine devono essere utilizzate secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
  2. In caso di difficoltà, possono essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria.
  3. L’azienda può predisporre il liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS.

Se la mansione del lavoratore impone di lavorare a una distanza inferiore a un metro con altre persone, e non sono possibili altre soluzioni, è obbligatorio l’uso delle mascherine o altri dispositivi di protezione conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Inoltre, tutti i lavoratori che condividono spazi comuni devono utilizzare una mascherina chirurgica.

Gestione degli ambienti di lavoro

Per prevenire danni, incendi e altre criticità negli spazi adibiti a mense, aree fumatori, spogliatoi e altri ambienti, occorre:

  • Accesso contingentato e sosta limitata negli spazi comuni. Inoltre, è necessario garantire una ventilazione continua dei locali e il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone;
  • Condizioni igienico-sanitarie adeguate negli spogliatoi;
  • Pulizia giornaliera, sanificazione periodica e riordino dei locali, inclusi eventuali distributori di bevande e snack, con particolare attenzione ai cavi o materiali infiammabili.

Gestione dell’organizzazione aziendale

Per evitare investimenti rischiosi o situazioni che possono creare condizioni economiche sfavorevoli o avverse all’azienda, occorre formare o assumere una classe dirigente in grado di gestire movimentazioni di capitali in modo da favorire il successo aziendale. Molto importante è l’aspetto della riservatezza e della lealtà del dipendente, che lavorerà a stretto contatto con il CDA dell’organizzazione. Ecco alcune indicazioni utili:

  • Organizzare strategie di controllo e monitoraggio anche nelle situazioni in cui è possibile fare ricorso allo smart working;
  • Procedere a una periodica rimodulazione dei livelli produttivi;
  • Assicurare un piano di turnazione dei dipendenti per limitare la possibilità di errori dovuto al sovraccarico di lavoro;
  • Limitare le trasferte e i viaggi di lavoro nazionale e internazionale, specialmente quando la situazione sanitaria lo richiede, per evitare lunghi viaggi alle figure di responsabilità dell’azienda.

Per quanto riguarda i fornitori, invece:

  • Individuare percorsi di ingresso, transito e uscita con tempistiche predefinite;
  • Ridurre, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori occasionali;
  • Disporre un servizio di trasporto organizzato, per garantire e rispettare la sicurezza dei lavoratori in ogni spostamento;
  • Porre particolare attenzione alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri all’interno dei siti e delle aree produttive.

Altre indicazioni utili

In conclusione, altre regole utili da seguire per aumentare la sicurezza in azienda possono essere:

  • Ridurre al massimo gli spostamenti all’interno del sito aziendale;
  • Non consentireriunioni in presenza in caso di rischio sanitario;
  • Sospendere e annullare eventi e attività di formazione in azienda in caso di eventi pericolosi, imprevisti o altre criticità.

Dallo smistamento della posta alla gestione di situazioni d’emergenza: scopriamo il portierato per le aziende

Portierato: in cosa consiste?

Il portierato per le aziende rientra tra i servizi di “vigilanza non armata”. Chi svolge questa mansione ha il compito di gestire e vigilare l’edificio in cui lavora (aziende, attività commerciali, enti, edifici commerciali). Inoltre, il portiere ha il compito di filtrare gli ingressi e le uscite dello stabile e di ritirare la posta o i pacchi, e successivamente distribuirle agli uffici, effettuando opere di manutenzione e sorveglianza degli ascensori.

Queste mansioni possono essere implementate o ridotte in base alle esigenze dei contesti in cui il lavora, che occorre specificare nella stesura del contratto portierato. Infatti, questa professione è regolata da specifiche norme del Codice Civile e da diverse leggi emanate in materia. Il portiere ha anche l’obbligo di assicurare la propria affidabilità attraverso la dovuta documentazione, da presentare prima dell’assunzione. Queste caratteristiche devono essere verificate da subito se ci si rivolge ad un’azienda che si occupa di selezione del personale, per proporre al cliente un collaboratore che presenti la massima affidabilità.

Dunque, il servizio di portierato garantisce sicurezza ed efficienza per varie attività quali il servizio di ritiro della corrispondenza o la gestione dell’edificio. Per questo, risulta indispensabile soprattutto in grandi edifici in cui hanno sede uffici, studi e attività private.

Quali sono i vantaggi del portierato?

Come abbiamo visto, la vigilanza portierato per le aziende garantisce lo svolgimento di diversi servizi. Pertanto, presenta numerosi vantaggi tra cui:
• maggiore sicurezza all’interno dell’edificio;
• l’ordine e la pulizia di tutte le aree dell’edificio;
• disporre di una figura professionale che possa badare alla corrispondenza con discrezionalità e riservatezza (posta, pacchi e raccomandate);
• possibilità di risolvere eventuali problematiche relative ad opere manutentive, malfunzionamenti o guasti che interessano le zone interne o esterne della struttura.

Il professionista che si occupa della portineria deve instaurare un rapporto di fiducia che possa assicurare sicurezza e cura a chi lavora all’interno dello stabile sorvegliato. E questo compito risulta essenziale qualora i lavoratori dell’azienda si assentino per un periodo di tempo più o meno ampio nei periodi di vacanza, in caso di viaggi di lavoro o in qualunque altra occasione.

Portierato fiduciario

Se parliamo, invece, di portierato fiduciario, oltre al disbrigo delle mansioni portierato e alle normali operazioni di reception (telefonate, posta, ecc.), i professionisti scelti per questo ruolo avranno un ruolo importante nella dinamica delle eventuali situazioni di emergenza che possono verificarsi.

Nelle loro postazioni si trovano, generalmente, i terminali degli apparati di emergenza e di rilevamento tra cui i rilevatori incendio/fumo/gas, anti intrusione e altro ancora.

Il personale di portierato dev’essere in grado di gestire il primo impatto dell’emergenza, attivando le procedure studiate per le diverse situazioni, diventando un punto di riferimento della macchina organizzativa nelle situazioni di emergenza.

Se sei interessato ad assumere una figura professionale per un servizio di portierato per le aziende, contattaci per ricevere maggiori informazioni.