Il Veeam Data Protection Trends Report 2022 indica che l’89% delle aziende non presta attenzione alla cyber-security e il trend è in crescita

Stando ai dati diffusi dal Veeam Data Protection Trends Report 2022, lo scollamento tra le aspettative e la capacità dell’IT di supportarle è oggi più alto che mai. L’89% delle organizzazioni, infatti, non sta proteggendo sufficientemente i dati in ottica di cyber-security. Lo studio ha coinvolto oltre 3.000 decisori IT e imprese globali, per valutare come le aziende si stanno preparando alle sfide del settore.

Tra queste spiccano l’uso massivo di servizi e infrastrutture cloud-native, gli attacchi informatici in aumento e le misure da prendere per implementare una strategia di cyber security che garantisca continuità al lavoro.

Cybersecurity, budget stanziati in aumento

Il report è stato commissionato da Veeam Software, leader nelle soluzioni di backup, ripristino e data management che offrono una Modern Data Protection, una sistema completo per proteggere qualsiasi carico di lavoro.

Lo studio ha rivelato che l’88% dei leader IT si aspetta che il budget per la cyber sicurezza aumenti di molto rispetto ad altri investimenti. Questo perché i dati sono essenziali per il business e la loro protezione costituisce una sfida sempre più complessa. Più di due terzi si rivolgeranno a servizi in cloud per proteggere i dati essenziali.

Security cyber, protezione dai ransomware

L’89% degli intervistati, inoltre, ha riportato un divario tra la quantità di dati che ci si può permettere di perdere e la frequenza dei loro backup. Questo valore è aumentato del 13% negli ultimi 12 mesi. Questo indica che, se il volume e l’importanza dei dati sono in costante crescita, lo sono anche le sfide per proteggerli.

Il fattore-chiave è che le aziende devono affrontare criticità per la protezione dei dati sempre più diversificate. Per il secondo anno di seguito, gli attacchi informatici sono stati la principale causa d’interruzione nell’operatività, e il 76% delle aziende ha dichiarato di aver subito almeno un evento ransomware negli ultimi 12 mesi.

Sicurezza cyber, l’impatto dei guasti informatici

Il fatto allarmante non è solo la loro frequenza, bensì anche l’impatto che possono avere. Con una media dei dati persi del 36%, risulta che le strategie di protezione dati sono inefficaci nel proteggere le aziende da attacchi ransomware e nel consentire loro di riprendersi.

Per questo Danny Allan, CTO di Veeam, ha dichiarato: “Con i cyberattacchi sempre più sofisticati e ancora più difficili da prevenire, le soluzioni di backup e ripristino sono le fondamenta essenziali per una strategia di Modern Data Protection”.

Inoltre, ha precisato che per la massima tranquillità delle aziende serve la certezza che il 100% dei backup sia stato completato in una finestra di tempo definita. Il modo migliore per assicurare che i dati siano recuperabili in caso di un attacco ransomware è farsi affiancare da specialisti del settore, investendo in soluzioni automatizzate e organizzate che difendano i data center e le piattaforme di protezione in cloud a cui le aziende si affidano oggi.

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Identity security, i trend del 2022 devono essere gestiti nel modo adeguato per evitare sorprese. Vediamo i principali

I trend in perenne evoluzione influenzano notevolmente le aziende, i consumatori e istituzioni. Quando la pandemia ha obbligato a prediligere la FAD e lo smartworking, gli attacchi si sono impennati. Nella fase di transizione è stata fondamentale la trasformazione digitale, con la migrazione cloud, e gli attacchi si sono concentrati su questo.

Esistono, perciò, almeno due aspetti su cui riflettere. Il primo è che i cyber criminali sono attenti ai trend, e sono i primi a coglierne le opportunità per sfruttarli a proprio favore. Il secondo è che ogni nuova tendenza dev’essere gestita e supportata fin dall’inizio da una strategia di cybersecurity. Per questo motivo gli esperti di cybersecurity di Saviynt hanno collaborato con Deloitte, KPMG, Simeio e iC Consult per individuare le azioni concrete che ogni azienda può mettere in pratica per gestire i trend.

Cyber attacchi, Cybersecurity Mesh e Zero Trust

Alberto Dossena, Regional Sales Director per Italia, Svizzera, Grecia, Croazia e Ungheria di Saviynt, ha egregiamente sintetizzato i 10 trend trattati nel report “Identity and Security Trends & Predictions: 2022 and Beyond”. Il primo è l’aumento degli attacchi alle infrastrutture critiche. Il caso Colonial Pipeline è stato solo l’inizio, perché i cyber criminali continueranno a mirare ad obiettivi di alto valore.

Al secondo posto c’è l’interesse crescente per la strategia Cybersecurity Mesh. Si tratta della revisione del modello di protezione perimetrale che era diffuso prima della pandemia, e si è rivelato poi fallimentare in seguito. È subentrato, quindi, il nuovo paradigma della protezione IT con un approccio più modulare, basato sulle identità.

Si passa quindi allo Zero Trust: infatti, la “fiducia zero” è il terzo trend da tenere presente. Non a caso, le adozioni di Zero Trust sono aumentate man mano che gli attacchi informatici mettevano in discussione la sicurezza basata sul perimetro. L’adozione di questi sistemi, probabilmente, continuerà a crescere.

Multi-cloud, robot e Threat Intelligence

Uno dei trend del momento, infatti, è il multi-cloud. Con il passaggio forzato al cloud, tutti hanno deciso di progettare una strategia multicloud e, secondo un recente sondaggio, l’81% delle aziende ormai lavora con due o più provider. Questo incrementa i problemi di visibilità, sicurezza e governance. E manifesta l’esigenza di un’esperienza “omogenea” delle attività di controllo, e delle piattaforme che offrono una sicurezza unificata cloud-native.

Il quinto trend è dedicato ai robot, ovvero i bot software, i dispositivi IoT e i robot in senso ampio che troviamo connessi alle reti. La loro presenza concorre all’ampliamento della superficie di attacco. Per questo, sono necessarie delle strategie per la gestione delle identità non umane.

Si tratta, però, di un problema anche per le utenze umane, che riciclano le password e le inseriscono anche dove non dovrebbero. Presto, però, i responsabili della sicurezza smetteranno di utilizzare le password statiche per l’accesso ai dati sensibili.

Questa, però, non è la soluzione a tutti i problemi. Per sventare gli attacchi più sofisticati serve una condivisione delle Threat Intelligence che consenta di chiudere i punti ciechi e di eliminare i ritardi. La condivisione delle informazioni è l’aspetto critico delle strategie di sicurezza, e su questo sarà necessario intervenire, con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti.

Identità, governance e Identity Blockchain

La Threat Intelligence non è il solo settore in cui è essenziale la convergenza. Lo è anche quello delle piattaforme d’identità, che dovranno includere la governance delle identità, l’accesso granulare alle applicazioni, la sicurezza cloud e gli accessi privilegiati. E non si dovranno tralasciare nemmeno i robot.

C’è poi l’aspetto della governance per l’accesso di terze parti. Gli esempi di violazioni che coinvolgono questi accessi sono numerosi. Con l’aumento degli incidenti in tal senso, è previsto che le organizzazioni aumentino le attività di monitoraggio.

L’ultimo trend da tenere d’occhio è il mainstreaming della blockchain nell’identità. Le esperienze frammentate d’identità, accesso e autenticazione comportano sfide relative alla privacy e la proliferazione dei dati archiviati da fonti diverse. La blockchain sta modificando il panorama della sicurezza, e probabilmente diventerà mainstream. L’identità decentralizzata sarà fondamentale nei prossimi mesi, e le aziende si allontaneranno da infrastrutture rigide e centralizzate.

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Quali sono i 6 trend tecnologici che influenzeranno il settore sicurezza nel 2022? Scopriamolo insieme

Secondo lo studio pubblicato nel dicembre 2021 da Axis Communications, il 2022 sarà sommerso di novità anche per il settore sicurezza, tutte riconducibili a 6 trend principali da tenere d’occhio. Quali sono, quindi, queste nuove tendenze che modificheranno le abitudini nel mondo della videosorveglianza e affini? Vediamole di seguito.

1. Connessioni universali con ambienti ibridi

Per l’utente finale di una tecnologia, e quindi anche per l’operatore di sicurezza che gestisce la videosorveglianza, l’architettura tecnologica utilizzata per offrire questi servizi è diventata invisibile. Non importa se il processo si svolge sul dispositivo, su un server locale o in un data center molto lontano: tutto è semplicemente “connesso”.

Il mondo, infatti, sta diventando sempre più “orizzontale”, poiché le tecnologie cloud, in server fisici oppure “on the edge” vengono utilizzate in simultanea, per sfruttare i vantaggi di ciascuno strumento attraverso soluzioni ibride.

Questo trend del settore sicurezza è diventato molto più specifico. Ogni architettura viene offerta su misura a ciascun cliente, e impone di considerare sia le policy interne, sia i fattori esterni come le regolamentazioni locali e internazionali. Ovviamente, la scelta dell’ambiente e dell’architettura che gli utenti finali utilizzeranno non dipenderà dai vendor.

Tuttavia, se l’essere connesso è diventata la caratteristica alla base di ogni progetto, è probabile che la maggior parte delle soluzioni di sicurezza diventeranno sempre più ibride. Per questo, occorrerà grande attenzione per le modalità di gestione di questi strumenti.

2. La Cybersecurity sulla cresta dell’onda

Relativamente alla cybersecurity, i miliardi di connessioni che esistono oggi tra dispositivi, reti e data center hanno reso il concetto di “sicurezza del perimetro” intorno a ogni organizzazione obsoleto. I “muri virtuali” sono diventati permeabili, e questo ha portato all’emersione di un nuovo concetto di sicurezza: le reti a fiducia zero.

Se un anno fa era già prevista l’accelerazione verso le architetture di rete a fiducia zero, ora questo sta diventando un approccio standard al settore. La pandemia da Covid-19 ha giocato un ruolo fondamentale, poiché lo smart working ha costretto gli utenti a utilizzare i dispositivi in modo delocalizzato, accedendo con la rete Internet pubblica.

Adottare una rete a fiducia zero significa impostare ogni profilo di sicurezza di ciascun dispositivo e applicazione connessi alla rete, in modo che venga valutato ad ogni successiva connessione. Questo approccio ha implicazioni importanti nel settore della videosorveglianza. Infatti, i firmware firmati digitalmente, gli aggiornamenti regolari del software, i dati e video crittografati e le identità verificate diventeranno fattori di sicurezza informatica imprescindibili nelle tecnologie utilizzate.

3. Autenticare ogni cosa

Assumere un approccio a fiducia zero nella cybersecurity è importante per autenticare di volta in volta le credenziali dei dispositivi e delle applicazioni connesse. E la capacità di definire anche l’autenticità della sorveglianza è fondamentale per assicurare fiducia nel suo operato.

La possibilità di manipolare i video dopo la registrazione, infatti, potrebbe rendere sempre più discutibile l’effettiva autenticità di una ripresa video.

Di conseguenza, diventerà importante offrire soluzioni che garantiscano la veridicità della videosorveglianza al di là di ogni dubbio. E questo è un tema centrale per l’intero comparto della sicurezza, oltre a quella informatica. È dunque necessario che gli esperti si uniscano in un processo comune di standardizzazione delle modalità di autenticazione, meglio se basato sui software open source.

4. L’Intelligenza Artificiale sarà sempre più diffusa e controllata

Senza dubbio, oggi tutti stiamo utilizzando l’Intelligenza Artificiale e veniamo esposti ogni giorno a diversi servizi basati sull’AI e sul deep learning.

Occorre, anche in questo caso, una regolamentazione dei casi d’uso di questa tecnologia. Per questo, presto vedremo dibattiti legati alla legislazione sullo sviluppo e l’utilizzo di applicazioni basate sull’AI discussi a livello locale, nazionale e internazionale.

Si tratta di un’evoluzione positiva anche per i servizi di sorveglianza. Una sua maggiore integrazione, infatti, contribuirà a migliorare e ottimizzare ogni aspetto delle prestazioni di sorveglianza, dalla configurazione della camera alla qualità delle immagini, fino ai processi di analisi.

5. Nuovi scenari causati dalla pandemia

Purtroppo, a causa della pandemia, i contatti tra le persone si sono estremamente ridotti. Il Covid-19 è stato, come spiega Axis, un catalizzatore per le tecnologie contactless, alcune delle quali sono oggi diventate lo standard condiviso da tutti i settori. Inoltre, sono state introdotte le riprese video intelligenti, per assicurare il rispetto del distanziamento sociale e la conformità alle linee guida sulla salute pubblica.

La natura “connessa” di ogni strumento ha reso la carenza mondiale di semiconduttori un problema significativo per molti settori. Questo stato di cose ha portato molte aziende a dichiarare pubblicamente la volontà di prodursi da sé i propri semiconduttori o i propri SoC. E di questo, ovviamente, sentiremo molto parlare.

6. Il 5G si espanderà

Ormai abbiamo oltrepassato il punto in cui è possibile definire il 5G come un “trend” del settore della sorveglianza, se consideriamo che è stato tra i principali temi dell’agenda internazionale per diversi anni. Tuttavia, ogni nuova tecnologia diventa un trend solo quando cominciamo a vedere casi d’uso rilevanti comparire nel settore della sicurezza e della sorveglianza. Questo sta cominciando ad accadere anche con il 5G.

Di certo, buona parte dell’interesse intorno al 5G è dovuto ai miglioramenti previsti nelle performance della rete per le applicazioni consumer, e uno degli elementi più interessanti riguarda il fatto che i network 5G privati stanno emergendo come casi d’uso efficaci.

Queste reti 5G private evidenziano le potenzialità delle soluzioni di videosorveglianza in svariate applicazioni, e possono portare numerosi vantaggi anche dal punto di vista della sicurezza informatica. Inoltre, se le aziende stanno costruendo reti 5G private, la videosorveglianza dovrà essere in grado d’integrarsi con queste ultime.

Osservare i trend del settore sicurezza dal punto di vista della sostenibilità

Oggi la sostenibilità delle soluzioni tecnologiche per la sicurezza dev’essere il motore principale di qualunque attività. Il problema riguarda come progettiamo e costruiamo i prodotti, come guidiamo la nostra azienda, come i nostri fornitori contribuiscono a ridurre il nostro impatto ambientale attraverso operazioni etiche. Dovunque appare un’opportunità, questa dev’essere esaminata dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Dall’efficienza energetica ai materiali utilizzati in una telecamera, fino al luogo e alle modalità di produzione e consegna, e alle implicazioni etiche delle nuove tecnologie, nonché alle pratiche lavorative, occorre valutare i trend in base a criteri di sostenibilità.

Il 2022 si rivelerà senza dubbio un anno non privo di sfide, capace di portare significative opportunità per i professionisti della sicurezza e della sorveglianza.

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Concorrenza sleale, frodi e abusi sono all’ordine del giorno quando si parla di tutela del patrimonio aziendale. Come difendersi?

Oggi le indagini aziendali rappresentano sempre più una necessità nel segmento dell’investigazione privata dedicato alla tutela del patrimonio aziendale da frodi, abusi e concorrenza sleale. Le tecnologie si evolvono, e con esse anche gli strumenti dedicati alla tutela della sicurezza aziendale. Diventa importante, quindi, effettuare un’attività d’indagine attraverso una rete capillare di collaboratori investigativi e professionisti altamente formati, specializzati nelle indagini rivolte alla tutela del patrimonio d’impresa.

Soprattutto in ambito aziendale, è molto frequente il ricorso a strumenti di controllo o d’investigazione interna all’impresa, sia per la tutela del patrimonio che della reputazione aziendale, talora soggette ad azioni scorrette sia da parte dei dipendenti, sia da parte di soci, partners e competitor. Frequenti sono i casi di concorrenza sleale, manomissioni e sabotaggi, nonché le classiche frodi legate alla finta malattia del dipendente, sempre più frequenti, e di abusi sui permessi della legge 104 e furti in azienda.

Concorrenza sleale e comportamento illegittimo: come agire

Lo svolgimento di controlli da parte del datore di lavoro sui suoi dipendenti è una delle tematiche più delicate che si possono affrontare nell’ambito del diritto del lavoro. Questo perché i lavoratori godono di diverse tutele, fra le quali la riservatezza e la tutela della vita privata, e da ciò consegue l’impossibilità da parte del datore di lavoro di porre in essere controlli sull’effettiva opera lavorativa del dipendente.

Tuttavia, occorre precisare che questi diritti devono conciliarsi anche con quelli del datore di lavoro, in presenza di fondati sospetti circa un comportamento illegittimo del dipendente, potenzialmente dannoso per l’azienda. Infatti, il patrimonio delle aziende viene spesso messo in crisi a causa di dipendenti che mettono in atto comportamenti fraudolenti. Questo produce gravi danni per le imprese, con perdite economiche e d’immagine che, in taluni casi, possono portare persino alla chiusura dell’attività imprenditoriale stessa.

Per arginare questo e altri problemi simili, occorre quindi dotarsi di un partner affidabile che accompagni la direzione in ogni singolo passaggio volto alla risoluzione del problema, operando nel rispetto delle normative vigenti. Solo così viene garantita assistenza preventiva e/o successiva all’eventuale instaurazione di un giudizio per causa di lavoro.

Intercettazioni e abusi, come proteggersi

Inoltre, in un mercato sempre più competitivo e scorretto, uno strumento strategico per la protezione dei dati sensibili è costituito dalle cosiddette “bonifiche ambientali” da microspie. In taluni casi si rende necessario verificare l’esistenza d’intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché la presenza di tecnologie atte a captare suoni e immagini video all’interno di uffici o abitazioni private. Un’attività che consente di analizzare lo stato dei luoghi in cui si discutono le strategie aziendali, verificando l’eventuale presenza di microspie, telecamere nascoste e microregistratori.

Giuliano Group assiste le aziende anche con servizi di prevenzione, e attività volte a garantire la “salubrità” elettronica degli ambienti decisionali e direttivi, ponendosi al servizio delle imprese per la tutela dei diritti delle aziende contro frodi, abusi e concorrenza sleale.

In collaborazione con professionisti e stakeholder forniamo documentazione completa e dettagliata, rilasciando report con valore probatorio in ogni sede e grado di giudizio. Il miglior service per la protezione aziendale, utile alle imprese nel campo del risk management.

Come garantire la sicurezza in azienda per manager e dipendenti, e quali precauzioni adottare in ottica di prevenzione?

Ogni azienda, prima ancora di avviare le attività quotidiane, necessita di conoscere e mettere in pratica le regole fondamentali che servono a ridurre i rischi che possono presentarsi nell’ambito di vari contesti e situazioni. Non di rado, infatti, accade che alcune situazioni trattate con leggerezza diventino poi dei problemi veri e propri, per di più dannosi e pericolosi. In quest’ottica, è senz’altro meglio giocare d’anticipo e pianificare un’accurata prevenzione dei casi di rischio.

Ricapitoliamo, quindi, le fasi fondamentali per la gestione della sicurezza in azienda, analizzando le strategie che possono essere adottate da ciascuna organizzazione e alcuni esempi di casi di rischio a cui è possibile porre rimedio con una buona attività di prevenzione.

Fasi di gestione del rischio

La gestione del rischio prevede l’assegnazione di una priorità elevata a quei rischi che hanno alte probabilità di verificarsi, e che comporterebbero ripercussioni incisive. Ovvero, tutti quei casi su cui occorre applicare di procedure di mitigazione finalizzate ad affrontare i relativi rischi.

Vediamo le principali fasi di gestione del rischio:

  1. Identificazione dei rischi: identificazione e descrizione di potenziali rischi finanziari, operativi, di progetto, di business e di mercato;
  2. Analisi del rischio: calcolo della probabilità che un rischio si verifichi tramite l’analisi dei fattori e la documentazione sulle potenziali conseguenze.
  3. Valutazione del rischio: procedura basata su controlli interni e analisi del rischio, per determinare la portata del pericolo. In questa fase occorre decidere quali livelli di rischio sono accettabili, e quali dovranno essere subito affrontati.
  4. Mitigazione del rischio: elaborare una strategia di risposta ai rischi per controllarli o minimizzarli.
  5. Monitoraggio del rischio: i rischi devono essere sottoposti a controlli costanti e periodici, per accertarsi della validità dei piani di mitigazione.

Strategie di gestione del rischio

Le principali strategie di gestione del rischio includono prevenzione, riduzione, condivisione e ritenzione delle situazioni pericolose.

  • Prevenzione del rischio: arrestare ed evitare qualsiasi attività che può comportare un rischio
  • Riduzione del rischio: azioni che possono ridurre la probabilità che un rischio si verifichi o il suo impatto.
  • Condivisione del rischio: l’organizzazione trasferisce o condivide parte del rischio con un’altra organizzazione, ad esempio con l’outsourcing della produzione o le attività di assistenza ai clienti a terze parti.
  • Ritenzione del rischio: i rischi sono stati valutati e l’organizzazione decide di accettarne il potenziale verificarsi. Può essere predisposto un piano di emergenza.

Alcuni esempi di situazioni di rischio in azienda

Le situazioni più comunemente identificate come potenzialmente pericolose o dannose per le aziende sono quelle derivanti da:

  • Ambiente IT minacciato;
  • Danni d’immagine, fuga d’informazioni e corruzione;
  • Contagi derivanti da Covid-19;
  • Eventi inattesi e danni alle strutture e ambienti di lavoro;
  • Danni economici derivanti da errati investimenti

Scopriamo insieme, allora, come predisporci per mettere l’azienda in condizione di prevenire casi critici ed evitare di attivare piani di emergenza in situazioni potenzialmente dannose.

Gestione del rischio IT

In ambito IT, il rischio deriva dalle potenziali perdite o danni causati dalle minacce che sfruttano le vulnerabilità dell’hardware o del software. I Common Vulnerabilities and Exposures (CVE) sono elenchi di falle alla sicurezza divulgati al pubblico, che aiutano gli esperti a coordinare le iniziative per risolvere le vulnerabilità, con l’obiettivo di rendere i sistemi informatici più sicuri.

Il contenimento dei rischi IT può avvenire mediante strumenti come l’analisi predittiva e l’automazione, che consentono di monitorare l’infrastruttura. In questo modo, è possibile individuare e risolvere i problemi in maniera preventiva, prima che si ripercuotano sull’intera azienda. Inoltre, con questi strumenti è possibile prevenire problemi legati alla sicurezza ed evitare tempi di inattività non programmati.

Gestione di collaboratori e dipendenti

Tra i compiti che spettano all’azienda c’è anche l’attivazione di un protocollo da seguire per tutti i dipendenti prima e durante il verificarsi delle situazioni di rischio, tra cui:

  • fare formazione ed essere dotati dei recapiti di professionisti della sicurezza da contattare in caso di furti o fuga d’informazioni, per attivare eventualmente anche le autorità preposte;
  • l’impegno a rispettare il riserbo su dati aziendali sensibili, che può essere stabilito anche da contratto;
  • il divieto di accesso alle zone di rischio, o ai documenti riservati;
  • l’impegno a informare tempestivamente il datore di lavoro di eventuali anomalie o situazioni borderline che possono compromettere l’immagine aziendale prima, dopo e durante l’orario di lavoro

L’azienda dovrà anche fornire informazioni adeguate su eventuali partner preposti al coordinamento e gestione delle attività di security e sorveglianza, a cui i dipendenti potranno rivolgersi in caso di emergenza.

Prevenzione per il rischio di Covid-19

Il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” rappresenta ancora lo strumento imprescindibile a cui imprese e lavoratori devono attenersi in materia di salute. Su questo tema, il documento evidenzia come:

  1. Le mascherine devono essere utilizzate secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
  2. In caso di difficoltà, possono essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria.
  3. L’azienda può predisporre il liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS.

Se la mansione del lavoratore impone di lavorare a una distanza inferiore a un metro con altre persone, e non sono possibili altre soluzioni, è obbligatorio l’uso delle mascherine o altri dispositivi di protezione conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Inoltre, tutti i lavoratori che condividono spazi comuni devono utilizzare una mascherina chirurgica.

Gestione degli ambienti di lavoro

Per prevenire danni, incendi e altre criticità negli spazi adibiti a mense, aree fumatori, spogliatoi e altri ambienti, occorre:

  • Accesso contingentato e sosta limitata negli spazi comuni. Inoltre, è necessario garantire una ventilazione continua dei locali e il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone;
  • Condizioni igienico-sanitarie adeguate negli spogliatoi;
  • Pulizia giornaliera, sanificazione periodica e riordino dei locali, inclusi eventuali distributori di bevande e snack, con particolare attenzione ai cavi o materiali infiammabili.

Gestione dell’organizzazione aziendale

Per evitare investimenti rischiosi o situazioni che possono creare condizioni economiche sfavorevoli o avverse all’azienda, occorre formare o assumere una classe dirigente in grado di gestire movimentazioni di capitali in modo da favorire il successo aziendale. Molto importante è l’aspetto della riservatezza e della lealtà del dipendente, che lavorerà a stretto contatto con il CDA dell’organizzazione. Ecco alcune indicazioni utili:

  • Organizzare strategie di controllo e monitoraggio anche nelle situazioni in cui è possibile fare ricorso allo smart working;
  • Procedere a una periodica rimodulazione dei livelli produttivi;
  • Assicurare un piano di turnazione dei dipendenti per limitare la possibilità di errori dovuto al sovraccarico di lavoro;
  • Limitare le trasferte e i viaggi di lavoro nazionale e internazionale, specialmente quando la situazione sanitaria lo richiede, per evitare lunghi viaggi alle figure di responsabilità dell’azienda.

Per quanto riguarda i fornitori, invece:

  • Individuare percorsi di ingresso, transito e uscita con tempistiche predefinite;
  • Ridurre, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori occasionali;
  • Disporre un servizio di trasporto organizzato, per garantire e rispettare la sicurezza dei lavoratori in ogni spostamento;
  • Porre particolare attenzione alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri all’interno dei siti e delle aree produttive.

Altre indicazioni utili

In conclusione, altre regole utili da seguire per aumentare la sicurezza in azienda possono essere:

  • Ridurre al massimo gli spostamenti all’interno del sito aziendale;
  • Non consentireriunioni in presenza in caso di rischio sanitario;
  • Sospendere e annullare eventi e attività di formazione in azienda in caso di eventi pericolosi, imprevisti o altre criticità.

Dallo smistamento della posta alla gestione di situazioni d’emergenza: scopriamo il portierato per le aziende

Portierato: in cosa consiste?

Il portierato per le aziende rientra tra i servizi di “vigilanza non armata”. Chi svolge questa mansione ha il compito di gestire e vigilare l’edificio in cui lavora (aziende, attività commerciali, enti, edifici commerciali). Inoltre, il portiere ha il compito di filtrare gli ingressi e le uscite dello stabile e di ritirare la posta o i pacchi, e successivamente distribuirle agli uffici, effettuando opere di manutenzione e sorveglianza degli ascensori.

Queste mansioni possono essere implementate o ridotte in base alle esigenze dei contesti in cui il lavora, che occorre specificare nella stesura del contratto portierato. Infatti, questa professione è regolata da specifiche norme del Codice Civile e da diverse leggi emanate in materia. Il portiere ha anche l’obbligo di assicurare la propria affidabilità attraverso la dovuta documentazione, da presentare prima dell’assunzione. Queste caratteristiche devono essere verificate da subito se ci si rivolge ad un’azienda che si occupa di selezione del personale, per proporre al cliente un collaboratore che presenti la massima affidabilità.

Dunque, il servizio di portierato garantisce sicurezza ed efficienza per varie attività quali il servizio di ritiro della corrispondenza o la gestione dell’edificio. Per questo, risulta indispensabile soprattutto in grandi edifici in cui hanno sede uffici, studi e attività private.

Quali sono i vantaggi del portierato?

Come abbiamo visto, la vigilanza portierato per le aziende garantisce lo svolgimento di diversi servizi. Pertanto, presenta numerosi vantaggi tra cui:
• maggiore sicurezza all’interno dell’edificio;
• l’ordine e la pulizia di tutte le aree dell’edificio;
• disporre di una figura professionale che possa badare alla corrispondenza con discrezionalità e riservatezza (posta, pacchi e raccomandate);
• possibilità di risolvere eventuali problematiche relative ad opere manutentive, malfunzionamenti o guasti che interessano le zone interne o esterne della struttura.

Il professionista che si occupa della portineria deve instaurare un rapporto di fiducia che possa assicurare sicurezza e cura a chi lavora all’interno dello stabile sorvegliato. E questo compito risulta essenziale qualora i lavoratori dell’azienda si assentino per un periodo di tempo più o meno ampio nei periodi di vacanza, in caso di viaggi di lavoro o in qualunque altra occasione.

Portierato fiduciario

Se parliamo, invece, di portierato fiduciario, oltre al disbrigo delle mansioni portierato e alle normali operazioni di reception (telefonate, posta, ecc.), i professionisti scelti per questo ruolo avranno un ruolo importante nella dinamica delle eventuali situazioni di emergenza che possono verificarsi.

Nelle loro postazioni si trovano, generalmente, i terminali degli apparati di emergenza e di rilevamento tra cui i rilevatori incendio/fumo/gas, anti intrusione e altro ancora.

Il personale di portierato dev’essere in grado di gestire il primo impatto dell’emergenza, attivando le procedure studiate per le diverse situazioni, diventando un punto di riferimento della macchina organizzativa nelle situazioni di emergenza.

Se sei interessato ad assumere una figura professionale per un servizio di portierato per le aziende, contattaci per ricevere maggiori informazioni.

Sicurezza in azienda, come scegliere un servizio di sicurezza e una security agency affidabile? Vediamolo insieme

La sicurezza privata e aziendale continua a essere una fonte di preoccupazione per molte imprese in tutta Italia. Secondo le stime più recenti, i tentativi di rapina, furto o atti vandalici in casa o in aziende restano alti. In questi anni, molte imprese e privati sul territorio hanno scelto di investire in tecnologie di sorveglianza o di appaltare la salvaguardia dei propri beni mobili o immobili alle agenzie di sicurezza privata. Si tratta di ditte specializzate nel fornire servizi di vigilanza privata per il controllo diurno o notturno di uffici o impianti produttivi.

Il momento della scelta di una security agency è una fase delicata. Si tratta di decidere a chi consegnare il compito di proteggere un bene di enorme valore, come la propria azienda. In questo articolo proviamo a capire come scegliere un’agenzia di sicurezza e quali sono gli aspetti più importanti da considerare per non commettere errori.

I servizi di sicurezza

Le agenzie di security e le agenzie di sorveglianza non sono tutte uguali. A seconda dei casi, possono essere specializzate nella fornitura di servizi di sicurezza specifici per le imprese e i privati. Conoscerli aiuta ad individuare il partner più adatto per migliorare la sicurezza.

Per questo, puoi valutare positivamente chi offre personale dinamico, pronto a rispondere in ogni occasione, anche in casi che esulano dalla competenza di un sorvegliante. Le migliori agenzie di sicurezza hanno collaboratori formati anche in materia antincendio o di primo soccorso.

Portierato

Le aziende o gli uffici provvisti d’ingresso con portineria possono richiedere il servizio di portierato, e rivolgersi a sorveglianti addestrati per gestire alcune attività tra cui:
• registrare gli ingressi in entrata e uscita
• gestire il sistema di sorveglianza dello stabile
• occuparsi della chiusura serale dell’edificio.

Guardiania

Un ottimo livello di sicurezza è costituito dal servizio di guardiania, che prevede la sorveglianza di immobili, cantieri, stabilimenti industriali o attività commerciali. Molto simile al portierato, richiede un ruolo più attivo del personale.

Gli addetti in divisa si occupano di controllare le vie di accesso dalla propria postazione, oppure effettuando perlustrazioni esterne o interne, e anche di richiedere le generalità all’ingresso o gestire il flusso in entrata di parcheggi o uffici.

Sorveglianza notturna

Tra i compiti richiesti alle agenzie di sicurezza troviamo anche la sorveglianza notturna, un’attività effettuata nelle ore di chiusura con l’obiettivo di controllare o salvaguardare l’integrità dell’azienda dalle minacce frequenti di notte.

Scegliere una security agency: vigilanza armata e non armata

Un elemento fondamentale quando si sceglie un’agenzia di sicurezza è conoscere la differenza tra vigilanza armata e non armata. La prima viene definita attiva, ed è svolta da guardie giurate (GPG) con giubbotto antiproiettile e arma da fuoco, ad esempio in caso di trasporto valori o piantonamenti antirapina.

Quella non armata viene definita vigilanza passiva, e può essere svolta da professionisti anche non necessariamente GPG. Inoltre è stato appurato più volte che il possesso di un’arma non è un grosso deterrente per i malintenzionati. A fare la differenza è sempre la presenza di una guardia o un team di professionisti.

Per questo, la vigilanza non armata è uno dei servizi di sicurezza privata più diffusi, nonché il più consigliato.

Come scegliere un’agenzia di sicurezza?

Nel momento in cui occorra scegliere un’agenzia a cui affidare la gestione della sicurezza, la professionalità è uno dei fattori più importanti. Non solo quella dell’amministrazione, ma anche dei professionisti che operativamente forniranno custodia e protezione.

Innanzitutto, fai un rapido controllo verificando la presenza dell’agenzia nella lista degli Istituti Certificati del Ministero, redatta ai sensi del D.M. n. 115/2014 e consultabile a questo link.

È importante che si tratti di sorveglianti formati e addestrati per intervenire. Tra le attitudini personali, è consigliabile la riservatezza e la disponibilità. Una security agency affidabile garantisce sempre personale privo di procedimenti penali, in divisa e tessera di riconoscimento, con un forte senso del dovere e una condotta civile adeguata al ruolo.

Inoltre i custodi e i sorveglianti devono essere ben equipaggiati, anche nel caso in cui svolgano un servizio di vigilanza non armata.

Stai cercando un partner per la gestione della sicurezza affidabile? Contattaci.

Le rapine in negozio sono una vera e propria piaga per le attività commerciali. Cosa fare per difendersi? Scopriamolo insieme

Rapine in negozio. Generalmente, quando devono scegliere i loro bersagli, i rapinatori prediligono le attività commerciali di grandi città, non troppo distanti dalla propria base sicura, che può coincidere con la propria residenza o luogo di frequentazione. Nel loro ambiente, infatti, sanno come muoversi e dove nascondersi, e si sentono al sicuro.

I rapinatori, inoltre, tendono a colpire sempre la stessa tipologia di locali. C’è chi preferisce le tabaccherie, oppure le gioiellerie, i supermercati, i negozi di abbigliamento, e altro ancora.

Come difendersi, quindi? Vediamo insieme alcune strategie per prevenire le rapine in negozio e nelle attività commerciali, partendo dalle più semplici fino a quelle più strutturate e, quindi, più efficaci.

Spray al peperoncino

Serve a guadagnare tempo per impiegare minuti preziosi nelle richieste di aiuto. Per questo, lo spray al peperoncino è uno degli strumenti di difesa legali più utilizzati. Piccolo ma potente, può mettere fuori combattimento un rapinatore per vari minuti, consentendoti di avvisare le forze dell’ordine e metterti in salvo.

La scelta ideale è quella di tenere uno spray al peperoncino sotto al bancone, in modo da averlo sempre a portata di mano vicino alla cassa.

 Sirena e cartelli dissuasori

La sirena è uno strumento antirapina fortemente dissuasorio. Il suo allarme potrebbe essere determinante nel facilitare l’intervento immediato delle Forze dell’Ordine presenti nei paraggi. Inoltre, il suono assordante della sirena incrementerà l’ansia del rapinatore, e diminuirà il suo autocontrollo rallentando i tempi di azione.

Un’altra operazione da compiere è informare eventuali rapinatori degli strumenti antirapina presenti nel negozio mediante appositi cartelli. Infatti, molto spesso i rapinatori studiano l’esercizio commerciale prima di pianificare il colpo. La presenza di cartelli dissuasori che avvertono della presenza di un sistema antirapina è determinante per far desistere i malviventi dal rubare.

 Difendersi da rapine in negozio: adeguare l’arredamento

Occorre sicuramente anche una gestione intelligente dell’arredamento del proprio negozio. Bisogna, infatti, evitare di creare zone cieche, non visibili al commerciante o dalle telecamere di videosorveglianza.

Inoltre, è opportuno utilizzare mensole lisce per facilitare il reperimento delle impronte digitali e dotarsi di un bancone ampio che aumenta la distanza fisica tra il negoziante e l’eventuale rapinatore.

 Rapine in negozio: scegliere una cassaforte temporizzata

In ottica di prevenzione, l’ideale è acquistare una cassaforte temporizzata antirapina. Si tratta di una cassaforte in cui è possibile impostare un intervallo di tempo che deve intercorrere tra la digitazione del codice e l’apertura della cassaforte.

Un suggerimento utile è quello di mantenere sempre piccole somme di denaro nella cassa, e trasferire il proprio incasso nella cassaforte temporizzata con il timer di ritardo d’apertura sempre impostato. È possibile impostarlo, ad esempio, con un ritardo di 10 minuti. In questo modo, in caso di rapina, il rapinatore perderà molto più tempo del previsto.

Videosorveglianza e pulsante antirapina

Installare dispositivi di rilevazione e identificazione è la maniera più efficace per evitare le rapine negli esercizi commerciali. Con le telecamere di sicurezza è possibile identificare l’intruso attraverso la registrazione per immagini e la trasmissione di video in tempo reale.

La videosorveglianza, quindi, è uno strumento di protezione attiva, che aumenta la sicurezza se è collegato ad una Centrale Operativa presidiata da Guardie Particolari Giurate in grado di verificare gli scatti d’allarme e inviare i soccorsi.

Un’altra tecnologia utile è il sistema d’allarme dotato di pulsante antirapina collegato ad una Centrale Operativa presidiata da GPG.

Questo pulsante consente, infatti, di richiedere l’intervento immediato di un Istituto di Vigilanza o delle Forze dell’Ordine senza farsi notare dal rapinatore.

Hai deciso di rivolgerti ad un Servizio di Vigilanza affidabile e qualificato per proteggere il tuo esercizio commerciale? Contattaci subito.

Come difendersi dai furti in casa sempre più frequenti?

Quando si è in viaggio per lavoro o si è costretti ad allontanarsi dalla propria abitazione per lunghi periodi, aumenta il rischio di furti in casa e rapine, specialmente nelle zone poco frequentate o lontane dal centro cittadino. Come prevenire, quindi, il rischio di furti in abitazione nei periodi di assenza? Proviamo a scoprirlo insieme.

Furti casa, italiani sempre più insicuri

Nel 2° Rapporto Censis  sulla filiera della sicurezza in Italia (Roma, 20 aprile 2021) risulta chiaro che gli italiani non si sentono sicuri. La diffidenza è aumentata, e acquista sempre più valore il ruolo della sicurezza privata e della vigilanza.

Attualmente, in Italia per il 28% dei cittadini il senso di paura e insicurezza è salito. La percentuale arriva al 41,3% per i soggetti vulnerabili. Inoltre, la sicurezza privata viene spesso percepita come un elemento importante per assicurare una buona qualità di vita alle persone. Il 50,5% degli italiani, inoltre, mostra fiducia nelle Guardie Giurate e negli operatori di sicurezza privata.

Secondo Censis, oggi sono 9 milioni gli italiani che hanno timore a restare da soli nella propria abitazione in orari notturni. I dati maggiori riguardano donne, millennials e persone nella fascia d’età 35-64 anni.

5 consigli per evitare di essere derubati quando si è lontani da casa

Anche in tempo di pandemia, per motivi lavorativi talora si è costretti a spostarsi per completare delle mansioni o incontrare clienti, passando molto tempo lontani da casa. L’abitazione vuota, quindi, resta preda dei ladri durante il periodo di assenza.

Vediamo come proteggersi dai furti prima della partenza:

  • Non diffondere notizie sui viaggi in programma

È meglio non fornire troppi dettagli sulle proprie partenze e spostamenti attraverso i social network. Lo stesso vale per il caricamento di foto in tempo reale e delle stories di Instagram: difficilmente sono private, e informano tutti di cosa si sta facendo in quel momento.

  • Non mostrare oggetti preziosi

Attenzione a quello che cestini: lasciare fuori casa le scatole vuote di prodotti di pregio può far intuire quali e quanti sono i beni presenti all’interno della casa.

  • Proteggi gli ingressi

È consigliabile adottare porte blindate con chiave a mappa europea e inferriate alle finestre. È possibile anche proteggere gli ingressi con sensori di apertura per porte e finestre che si attivano quando percepiscono un tentativo di intrusione.

  • Fai in modo che la casa non sembri vuota

Simula la tua presenza in casa adottando, ad esempio, un timer per accendere e spegnere automaticamente le luci in casa. Inoltre, se parti per lunghi periodi, chiedi ai vicini di casa o ad amici e parenti di ritirare la posta per te.

  • Scegli un ottimo impianto antifurto

Un buon sistema d’allarme, gestibile attraverso un’app e collegato ad una Centrale Operativa h24, è la soluzione migliore per monitorare anche a distanza quello che accade, e intervenire in caso di pericolo.

  • Furti in casa di notte: mettiti in sicurezza

Alcuni sistemi di allarme di ultima generazione permettono il controllo dell’antifurto direttamente dal proprio smartphone. Se si dispone di sistemi d’allarme avanzati e si ha una videocamera, si possono anche guardare i video in tempo reale per vedere cosa accade quando si è lontani.

Furti in appartamento, come prevenire

Queste verifiche, però, non bastano. Se sta accadendo qualcosa, bisogna agire in tempo e quindi è necessario un collegamento con una Centrale Operativa. Inoltre, è possibile rivolgersi a Guardie Particolari Giurate, anche a distanza, per gestire emergenze e tentativi di intrusione in tempo reale, valutando al meglio la situazione.

Le Guardie Giurate ricevono i segnali d’allarme e filtrano i falsi allarmi eseguendo una verifica audio e immagini. In caso di necessità, quindi, effettuano alcune operazioni importanti:

  • allertano le Forze dell’Ordine e altri servizi di emergenza;
  • inviano sul posto le Guardie Giurate Territoriali;
  • attivano un eventuale fumogeno per mettere in fuga il ladro o utilizzano altri sistemi per allontanarlo

Per proteggere, quindi, la tua casa durante i periodi di assenza, è altamente consigliato affidarsi a un sistema di allarme certificato da personale esperto in tema di sicurezza, per scoraggiare i furti e tutelare i tuoi beni.

Hai bisogno di una consulenza? Contattaci.

L’attuale pandemia da Covid-19 ha stravolto le abitudini di ognuno di noi e ne ha introdotte di nuove.

Avreste mai pensato che una banconota può trattenere il virus per 9 giorni?

Tenendo conto dei numerosi avvertimenti provenienti dall’Oms e dagli scienziati di tutto il mondo, i quali ritengono che il cash sia veicolo di contagio, anche noi di Giuliano Group Holding abbiamo deciso di fare la nostra parte e di limitare l’uso dei contanti.

Già da qualche mese per l’Istituto di Vigilanza La Torre abbiamo attivato la modalità di pagamento attraverso addebito SEPA: in questo modo si evita il contatto con contanti/assegni/carte di credito, ormai acclarati potenziali mezzi di trasmissione del coronavirus. Si evita altresì il contatto diretto tra cliente ed esattore.

 

Cosa si intende per addebito SEPA

In vigore dal 1 febbraio 2014, la SEPA (Single Euro Payments Area) è l’aerea in cui enti, aziende e cittadini possono ricevere ed eseguire i pagamenti in Euro, all’interno dei Paesi che fanno parte della SEPA godendo di diritti, obblighi e condizioni uguali tra tutti i Paesi aderenti.

Grazie a questo sistema se prima, con il RID l’utente dava mandato alla propria banca di appartenenza di pagare un determinato importo al soggetto beneficiario, ora con il bonifico SEPA, il cliente dà mandato direttamente al beneficiario della somma, che chiede all’istituto bancario di ricevere il pagamento.

 

Collaborazione da parte di tutti per pagamenti senza rischi

I responsabili commerciali e gli esattori dell’Istituto di Vigilanza La Torre hanno dato vita ad una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i clienti, che sono stati informati circa la nuova modalità di pagamento ed i suoi vantaggi.

I moduli SEPA consentono, infatti, più in generale, di rispondere all’esigenza di aumentare il ricorso agli strumenti di pagamento elettronico, riducendo così i costi per la distribuzione e la gestione del contante.

 

Come compilare i moduli addebito SEPA

Compilare il modulo Sepa è un’operazione molto semplice: bisogna semplicemente inserire i dati richiesti negli appositi spazi previsti dal modulo.

 

Ricordiamo che esistono due tipologie di modulo:

  • Addebito Sepa Diretto Core (servizio ordinario base)
  • Addebito Sepa Diretto “B2B” (servizio riservato a clienti non consumatori, ovvero di tipo business)

 

In entrambi i casi, nella prima parte del modulo vanno inseriti i dati del soggetto debitore (dati anagrafici, indirizzo di residenza, codice fiscale o numero di partita iva) e l’iban del conto corrente su cui verrà effettuato l’addebito.

Nella seconda parte del modulo di addebito Sepa vanno inseriti i dati del soggetto creditore (la ragione sociale, il codice identificativo, la sede legale dell’attività).

Successivamente vanno compilate le caselle relative al soggetto sottoscrittore (se diverso dal debitore) e alla tipologia di addebito (se una tantum o ricorrente).

Infine, è possibile redigere l’ultima parte del modulo, che contiene i dati e le informazioni relative al rapporto esistente fra creditore e debitore. La compilazione di questa pagina è facoltativa, in quanto il suo scopo è puramente informativo.

 

Confidiamo che questo articolo contribuisca a sensibilizzare tutti i nostri clienti e li inviti ad aderire a questa nuova forma di pagamento facendo appello al loro senso di responsabilità.