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Sicurezza fisica e informatica: quali sono le differenze?

Sicurezza fisica e informatica

​Sicurezza fisica e sicurezza informatica, differenze e punti d’incontro: come possono cooperare? Scopriamolo insieme

Benché esistano evidenti differenze, la sicurezza fisica e quella informatica hanno molti più punti in comune di quanto si pensi. Eppure, tutte le grandi organizzazioni generalmente separano il team dedicato alla sicurezza fisica dalla squadra di esperti informatici che lavorano sulla cybersecurity. Questo perché, anche se entrambi i team proteggono l’azienda con un focus specifico su determinate procedure, le modalità con cui vigilano sono differenti.

Normalmente, qualsiasi sistema di protezione costituisce un ostacolo per ridurre il rischio di minacce esterne. Eppure, se non si comprende quale possa essere il fattore di rischio, provvedere a un sistema di protezione può apparire come un fastidio o un’inutile voce di spesa.

È su questo piano che si verificano più spesso gli scontri tra i team OT (Operations Technology) e IT (tecnologia informatica). Tra le differenze più comuni, ad esempio, c’è il fatto che l’OT mette in risalto la fruibilità rispetto a riservatezza, privacy e integrazione delle risorse. L’IT, invece, si focalizza sulla privacy.

Cybersecurity e sicurezza fisica

Comprendere i rischi correlati alla sicurezza fisica è abbastanza semplice. Ad esempio, le porte aperte aumentano il rischio di accesso delle persone non autorizzate.

E spesso, i senior analyst della sicurezza informatica lavorano all’interno di società che sviluppano anche prodotti dedicati alla sicurezza fisica. Quindi, il modo in cui vengono gestite la sicurezza fisica e quella informatica si assomiglia. Entrambi i team preposti, allora, dovranno applicare gli stessi principi:

  • Identificare ed elencare i beni e le risorse aziendali (cosa occorre proteggere)

  • Identificare le possibili minacce (da chi occorre proteggerlo)

  • Individuare le eventuali vulnerabilità (probabilità di subire violazioni)

  • Identificare il costo atteso di eventi negativi o spiacevoli (conseguenze delle violazioni)

Bisogna poi ricordare che, in ogni caso, il livello di rischio è definito dalla probabilità con cui una minaccia può verificarsi, moltiplicata per le conseguenze dannose che può arrecare. Stabilita la risposta, si passa a stabilire cosa fare per prevenire i possibili effetti negativi.

Sicurezza fisica e informatica

Consapevolezza di beni e risorse

Quando ci riferiamo a sistemi di video-sorveglianza, la risorsa da considerare è il feed di informazioni video proveniente dalla telecamera. L’asset sono le registrazioni presenti nel Sistema di gestione video (VMS). In genere l’accesso è controllato con le credenziali fornite agli utenti. Altri asset da considerare sono quindi gli account con le loro password, nonché le configurazioni, i sistemi operativi, firmware, software e dispositivi connessi. Ciascuno presenta classificazioni differenti che dipendono dalla rilevanza nel sistema e dall’esposizione ai rischi.

I rischi più comuni

Spesso, la più grande minaccia a un sistema di sorveglianza è l’uso errato (deliberato o accidentale) di chi può accedervi liberamente. La scarsa protezione può spingere i dipendenti a visualizzare contenuti non autorizzati, o a cercare di sistemare a modo proprio la situazione, provocando una falla nel sistema.

Parlando di cybersecurity, un altro rischio molto comune è quello di subire danni all’hardware. Frequentemente i sistemi di sorveglianza vengono sabotati da chi non vuole essere sorvegliato, e i servizi online possono essere manipolati per divertimento. Inoltre, forze esterne possono provare a spiare i dispositivi presenti all’interno della rete di una specifica organizzazione. Queste minacce non sono differenti dai rischi fisici, perché l’impatto effettivo e il valore delle loro conseguenze sono identici.

Le vulnerabilità

Nell’ambito della sicurezza fisica, porte e finestre costituiscono delle vulnerabilità. Ovvero, sono dei punti d’accesso all’edificio. Le mura e reti di protezione hanno anch’esse delle vulnerabilità, poiché è possibile violarle con la forza o attraversarle.

Lo stesso vale per i software. Il rischio dipende dall’eventuale sfruttamento di una vulnerabilità informatica e dal suo impatto negativo. Per proteggere l’azienda è possibile agire aggiungendo ostacoli (come la crittografia) o riducendo i costi di recupero (es. eseguendo backup di dati).

E la cybersecurity non riguarda solo gli attacchi sofisticati di cui si parla sui giornali. La maggiore preoccupazione proviene dai difetti delle loro interfacce. Ciononostante, la maggiore vulnerabilità può essere connessa all’assenza di consapevolezza, regolamenti, procedure e processi di sicurezza. Occorre stabilirli in anticipo, applicarli e scegliere bene i professionisti a cui ci si affida, prima di acquistare prodotti e servizi.

Gli impatti negativi

I sistemi video non gestiscono transazioni finanziarie o dati, e per questo hanno uno scarso valore per i cyber criminali.

Bisogna quindi estendere l’analisi delle possibili minacce per comprendere l’ammontare dei danni di un potenziale attacco. I sistemi violati possono diventare una minaccia anche per altri sistemi di sicurezza ad essi collegati.

Stimare i costi non è così semplice, e sfortunatamente, accade spesso che le aziende se ne rendano conto quando l’attacco è già avvenuto e bisogna porre rimedio.

Come in altri ambiti, nel settore della sicurezza ottieni tanto quanto paghi. E se vuoi spendere poco, potresti ritrovarti a perdere molto di più a lungo termine. Per questo, richiedere una sessione di consulenza con dei professionisti affidabili può indirizzarti sulla strada migliore per prevenire e fronteggiare eventuali violazioni. Sia nell’ambito della sicurezza fisica, che di quella informatica. Hai dubbi? Parlane con noi.

10 Gennaio 2023/da mtncompany
Tags: Cyber security, security
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