Per proteggere i propri asset digitali, le aziende hanno bisogno di soluzioni capaci non solo di rilevare gli attacchi, ma anche di anticiparli e neutralizzarli in modo proattivo. È in questo contesto che si inserisce la Deception Technology, un approccio innovativo alla cybersicurezza che si basa sull’inganno come metodo di difesa.

In questo articolo vedremo cos’è questa tecnologia, come funziona e perché può rappresentare un valido alleato per le imprese che vogliono rafforzare le proprie strategie di sicurezza informatica.

Definizione e funzionamento

La Deception Technology è un approccio alla cybersicurezza che utilizza esche digitali e sistemi simulati per attirare e confondere gli aggressori informatici. L’obiettivo è quello di rilevare eventuali intrusioni prima che possano danneggiare i sistemi reali, creando un ambiente controllato in cui l’attaccante si muove senza sapere di essere osservato.

A differenza delle misure tradizionali, che reagiscono all’attacco, la deception è una strategia proattiva, pensata per anticipare e neutralizzare le minacce in modo intelligente.

La Deception Technology si basa sull’uso di decoy e honeypot, ovvero sistemi esca e trappole digitali progettate per attirare i cybercriminali. Questi strumenti simulano risorse reali come file, database, server o credenziali, inducendo l’attaccante a interagire con componenti fittizi. Ad esempio, un hacker potrebbe accedere a un file sensibile che in realtà è falso, o tentare di violare un server che non esiste realmente. 

In questo modo, l’attacco viene rilevato in tempo reale, permettendo all’azienda di monitorare i movimenti dell’intruso senza che quest’ultimo si accorga della trappola.

Cyber defense: come la tecnologia dell’inganno aiuta le aziende

La Deception Technology rappresenta oggi una strategia efficace di cyber defense perché consente alle aziende di scoprire anche gli attacchi più sofisticati, come le minacce persistenti avanzate (APT) o le violazioni interne. 

L’aspetto più interessante è che questa tecnologia non si limita a rilevare l’intrusione, ma accorcia i tempi di risposta, permettendo di agire prima che l’attaccante danneggi i sistemi reali. Il sistema protegge i dati sensibili senza interrompere le normali operazioni aziendali. Allo stesso tempo, raccoglie informazioni preziose sul comportamento degli hacker, dati utili per rafforzare le future strategie di sicurezza e prevenire nuovi attacchi.

Un approccio integrato per una corretta strategia di difesa

La Deception Technology non sostituisce le soluzioni tradizionali di sicurezza informatica, ma le affianca e le potenzia. Inserita in un’architettura difensiva ben strutturata, contribuisce a creare un sistema più resiliente. Per le aziende che vogliono adottare un approccio davvero proattivo alla cyber defense, l’integrazione di tecnologie innovative rappresenta una scelta strategica e intelligente. 

 

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I rischi per le aziende moderne possono essere diversificati e la semplice sorveglianza può non bastare per garantire la sicurezza. Dalla protezione degli accessi alla gestione dei dati sensibili, dalla sicurezza fisica alla prevenzione delle frodi interne, oggi è fondamentale poter contare su un sistema coordinato ed efficiente. La vigilanza integrata risponde proprio a questa esigenza: un approccio completo, personalizzabile e centralizzato.

Che cos’è la vigilanza integrata

La vigilanza integrata è un modello evoluto di sicurezza aziendale che combina in modo coordinato diversi servizi, con l’obiettivo di garantire una protezione completa ed efficace. Non si limita alla sola presenza di guardie o impianti di videosorveglianza, ma integra vigilanza fisica, sistemi tecnologici, attività di investigazione e raccolta di informazioni strategiche. 

Questa sinergia permette di affrontare ogni possibile minaccia – esterna o interna – in modo tempestivo e strutturato, adattando le soluzioni alle specifiche esigenze dell’azienda. 

Servizi di sicurezza per le aziende

Ogni azienda ha esigenze di sicurezza differenti, determinate dal settore in cui opera, dalla tipologia di attività svolta e dal livello di rischio a cui è esposta. Per questo, la vigilanza integrata si basa su un’offerta flessibile e modulare di servizi, che possono essere combinati in base alle necessità specifiche. Ecco le principali tipologie di servizi offerti:

  • Vigilanza: controllo e presidio fisico di strutture aziendali, anche con pattugliamento e pronto intervento in caso di allarme.
  • Sicurezza: gestione di accessi, controllo perimetrale e protezione di beni e persone in contesti pubblici o privati.
  • Reception: accoglienza e registrazione degli ingressi, con figure formate anche per il supporto alla sicurezza.
  • Custodia: sorveglianza passiva e gestione sicura di accessi e documentazione, anche fuori dall’orario lavorativo.
  • Investigazione: attività investigative su episodi interni o esterni all’azienda, come frodi, furti o concorrenza sleale.

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La cybersecurity è diventata una priorità strategica per molte aziende, non solo per proteggersi da attacchi informatici, ma anche per garantire continuità operativa, affidabilità verso clienti e partner e conformità normativa. Sempre più imprese investono in sicurezza digitale perché consapevoli che un sistema informatico protetto permette di lavorare in modo più efficiente, di gestire meglio i dati sensibili e di evitare costosi blocchi operativi. Inoltre, la sicurezza informatica è un elemento chiave della trasformazione digitale: solo in un ambiente sicuro è possibile introdurre nuove tecnologie, automatizzare i processi e innovare i modelli di business.  Per questo, la cybersecurity aziendale oggi è vista non solo come difesa, ma come strumento concreto per aumentare la competitività delle imprese.

Sicurezza informatica nelle aziende

Da quanto emerge dalla “Global Future of Cyber Survey 2025”, la quarta edizione della ricerca condotta da Deloitte a livello globale che ha raccolto le opinioni di oltre 1.200 executive e C-level in ambito cyber, più della metà (52%) delle aziende italiane che prevede un aumento degli investimenti entro i prossimi due anni e una sempre maggiore integrazione del tema cyber nelle discussioni del Board aziendale, che nel 69% dei casi viene affrontato su base almeno mensile (26% almeno settimanale). 

Sistemi di sicurezza informatica: come e dove investire

Gli investimenti per cybersecurity aziendale si concentrano principalmente su tecnologie di difesa avanzate, formazione del personale e protezione dei dati.

Le aziende stanno adottando soluzioni di sicurezza proattiva, come sistemi di monitoraggio continuo, strumenti di risposta agli incidenti e piattaforme di gestione delle identità digitali. Cresce anche l’attenzione verso la sicurezza del cloud e la protezione delle infrastrutture critiche, soprattutto nei settori industriali e manifatturieri.

Parallelamente, molte imprese stanno avviando programmi di sensibilizzazione per i dipendenti: una cultura della sicurezza è essenziale per ridurre il rischio umano, oggi tra i principali vettori di attacco.

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Le piccole e medie imprese sono costantemente minacciate dai rischi informatici, tuttavia molte sono ancora impreparate. Questa è la fotografia che emerge dall’ultimo Rapporto Cyber Index Pmi: il livello di preparazione complessivo è insufficiente ed evidenzia la necessità di effettuare investimenti per la sicurezza digitale nelle imprese. 

Cosa è il rapporto Cyber Index PMI

Si tratta di un’analisi che attesta lo stato di consapevolezza e la capacità di gestione della cyber sicurezza delle piccole e medie imprese italiane. Questo progetto viene sviluppato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e la collaborazione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Sicurezza PMI

Il Rapporto, che si basa su un campione di circa mille imprese di piccole e medie dimensioni, assegna un punteggio medio di 52/100 alle imprese (con la crescita di 1 solo punto rispetto al rapporto dell’anno precedente).

Il rapporto classifica le PMI in quattro livelli di maturità:

  •  maturo: aziende con un approccio strategico completo, capaci di implementare misure efficaci riguardanti persone, processi e tecnologie.
  •  consapevole: imprese che comprendono le implicazioni dei rischi cyber ma con capacità operative limitate.
  •  informato: organizzazioni che mostrano una conoscenza base del rischio, adottando un approccio “artigianale” senza una strategia definita.
  • principiante: aziende con scarsa consapevolezza e quasi nessuna protezione efficace.

Il 15 % delle aziende mostra un approccio maturo, mentre il 56 % è solo informato o consapevole dei rischi informatici. Il 18 % ancora fermo allo stadio “principiante”.

Questo quadro evidenzia un divario preoccupante: la maggior parte delle PMI riconosce il rischio, ma non adotta misure efficaci di prevenzione e difesa digitale.

La cybersecurity come investimento strategico

L’evoluzione delle minacce – tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale per phishing e social engineering e attacchi alla supply chain – espone le PMI a perdite economiche. Investire in cybersecurity non è un costo, ma un asset strategico che tutela la continuità aziendale, rafforza la fiducia dei clienti e migliora la competitività sul mercato. Le PMI devono dotarsi di soluzioni tecnologiche avanzate, formare il personale e definire una governance chiara, integrando la sicurezza nei processi quotidiani.

 

La frequenza, la complessità e la pericolosità degli attacchi informatici rende necessario superare e migliorare le strategie tradizionali di cyber sicurezza, focalizzate unicamente  sulla prevenzione e sulla protezione. Le aziende devono adottare un approccio più ampio, che preveda oltre alla protezione anche la risposta agli attacchi subiti. È qui che entra in gioco il concetto di cyber resilienza, oggi sempre più centrale anche a livello normativo con l’introduzione del Cyber Resilience Act da parte dell’Unione Europea.

Differenze tra Cyber Resilience e Cyber sicurezza

Sebbene i termini cybersecurity e cyber resilience vengano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà fanno riferimento a due approcci distinti ma complementari. La cybersecurity si concentra principalmente sulla prevenzione e protezione: mira a impedire che gli attacchi informatici avvengano, adottando misure tecniche e organizzative per difendere i sistemi, i dati e le reti da accessi non autorizzati, malware o violazioni.

La cyber resilience, invece, parte dal presupposto che nessun sistema è invulnerabile. Anche le migliori difese possono essere superate, ed è quindi essenziale che un’organizzazione sia in grado di resistere a un attacco, rispondere in modo efficace e ripristinare rapidamente le proprie attività. Non si tratta solo di evitare il danno, ma di limitare gli impatti, garantendo la continuità operativa e tutelando i processi critici anche durante e dopo un evento cyber.

Normativa CRA (Cyber Resilience Act)

Il nuovo regolamento sulla cyber resilienza, indicato come Cyber Resilience Act, ha come obiettivo quello di rafforzare la sicurezza dei prodotti digitali immessi sul mercato dell’Unione Europea definendo dei requisiti da rispettare a partire dal 2027, ovvero:

  1. norme per la messa a disposizione sul mercato di prodotti con elementi digitali per garantire la cybersicurezza di tali prodotti;
  2. requisiti essenziali di cybersicurezza per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di prodotti con elementi digitali e obblighi per gli operatori economici in relazione a tali prodotti per quanto riguarda la cybersicurezza;
  3. requisiti essenziali di cybersicurezza per i processi di gestione delle vulnerabilità messi in atto dai fabbricanti per garantire la cybersicurezza dei prodotti con elementi digitali durante il periodo in cui si prevede che i prodotti siano in uso e obblighi per gli operatori economici in relazione a tali processi;
  4. norme sulla vigilanza del mercato, compreso il monitoraggio, e sull’applicazione delle norme e dei requisiti previsti.

Strategie per costruire la cyber resilienza in azienda

Per non farsi trovare impreparate, le aziende devono adottare strategie capaci di integrare soluzioni di cyber sicurezza e cyber resilienza. Alcune attività esemplificative sono: 

  • Valutazione del rischio continuo – È fondamentale monitorare costantemente i sistemi e identificare quali dati o processi sono più critici per il business. Solo conoscendo i propri punti deboli è possibile proteggersi in modo efficace.
  • Backup regolari e testati – Salvare copie sicure dei dati non basta: è essenziale verificare che i backup funzionino e permettano un ripristino rapido, per ridurre al minimo fermi operativi e perdite economiche.
  • Simulazioni e “crisis management” – Organizzare esercitazioni aiuta i team a reagire prontamente in situazioni reali. Le simulazioni affinano la collaborazione tra reparti e riducono il rischio di errori durante una crisi.
  • Piani di risposta agli incidenti – Un buon piano IRP stabilisce in anticipo cosa fare in caso di attacco, chi deve intervenire e come si contengono i danni. Deve essere aggiornato regolarmente e testato sul campo.

 

L’Italia si conferma tra i Paesi maggiormente colpiti dai cyber attacchi: è quanto emerge dal Rapporto Clusit 2025 sulla Sicurezza informatica, che evidenzia come il nostro Paese sia tra i bersagli preferiti di hacker internazionali. Il rapporto, che analizza l’evoluzione delle minacce informatiche, le tendenze e il loro impatto, mette in luce un aumento significativo degli attacchi, con tecniche sempre più sofisticate che colpiscono aziende, enti pubblici e infrastrutture critiche. 

Attacchi informatici in Italia

Il numero di attacchi cibernetici che hanno colpito l’Italia è in crescita costante: nel 2024 si è registrato un incremento significativo (numeri in aumento del 15% rispetto all’anno precedente). L’Italia ha subito il 10% degli attacchi registrati a livello globale: numeri e statistiche che testimoniano come il nostro Paese sia un bersaglio sempre più esposto alle minacce informatiche.

Le aziende, le istituzioni pubbliche e le infrastrutture critiche sono particolarmente vulnerabili, con attacchi che mirano a sottrarre dati sensibili, bloccare servizi essenziali e causare danni economici ingenti.

Tipologie di attacchi informatici più frequenti

Un terzo degli incidenti informatici è causato dai malware; in crescita anche gli attacchi tramite ransomware, sfruttamento delle vulnerabilità e phishing; in lieve calo gli incidenti causati da DDoS. Alla crescita esponenziale del numero di attacchi contribuisce in maniera sostanziale anche la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa. 

I settori più colpiti dai cyber attacchi

Il rapporto Clusit 2025 evidenzia i settori che si configurano come i bersagli preferiti degli hacker:

  • News e Multimedia: 18%
  • Manifatturiero: 16%
  • Istituzioni ed enti pubblici: 10%
  • Trasporti e Logistica: 7%

Lo studio testimonia come in questi settori la vulnerabilità sia elevata e le strategie di difesa adottate siano inefficaci.

Strategie per la cybersicurezza 

Dall’analisi del documento si evince come la cybersicurezza sia un tema più rilevante dal punto di vista economico e sociale. 

L’Italia si rivela particolarmente esposta agli attacchi informatici a causa della crescente digitalizzazione, della vulnerabilità delle infrastrutture critiche e della scarsa cultura della cybersicurezza. 

Per mitigare i rischi, il rapporto Clusit 2025 sottolinea l’importanza di una governance efficace della sicurezza, con strategie di prevenzione, mitigazione e gestione del rischio. La Direttiva NIS2 impone alle aziende un maggiore controllo sui cyber-rischi, mentre l’adozione di pratiche come il security by design e il monitoraggio continuo degli incidenti è cruciale. Fondamentale, inoltre, la sensibilizzazione degli utenti e la collaborazione tra istituzioni, aziende e il settore educativo per rafforzare la resilienza digitale.

 

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Le minacce provenienti dal web sono frequenti e le aziende sono costantemente esposte ai rischi derivanti da tecnologie sempre più sofisticate.  Cyber attacchi, truffe e violazioni dei dati rappresentano rischi concreti che possono compromettere la sicurezza di dati sensibili e danneggiare la reputazione aziendale. 

Con lo sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale, queste minacce sono diventate ancora più difficili da individuare e contrastare.

Tra le tecnologie più insidiose emerse negli ultimi anni ci sono i Deepfake, contenuti audio e video manipolati tramite algoritmi avanzati, capaci di creare falsificazioni estremamente realistiche. In questo articolo vedremo cos’è il deepfake e quali sono i principali rischi per le aziende. 

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Cos’è il deepfake

Con deepfake si fa riferimento a contenuti audio o video che vengono creati attraverso software che sfruttano l’intelligenza artificiale per creare materiali falsificati estremamente realistici. Attraverso algoritmi di deep learning, è possibile manipolare immagini, video e suoni per riprodurre volti, voci e movimenti in modo quasi indistinguibile dalla realtà.

L’utilizzo di questa tecnologia da parte di malintenzionati può creare seri danni e mettere a rischio la sicurezza aziendale informatica.

Rischi intelligenza artificiale per aziende

I pericoli derivanti da un utilizzo malevolo dei deepfake sono molteplici, con rischi che spaziano dalle frodi finanziarie alle violazioni dei sistemi di autenticazione. Video e audio manipolati possono essere usati per impersonare dirigenti e figure apicali delle aziende in modo da indurre dipendenti o clienti a commettere azioni illegali, ad esempio:

  • Frodi finanziarie, con richieste false di bonifici o pagamenti;
  • Danneggiamento della reputazione, attraverso la diffusione di contenuti falsi su dirigenti o aziende;
  • Accesso non autorizzato ai sistemi aziendali, aggirando riconoscimenti vocali o biometrici;
  • Manipolazione delle informazioni, per alterare decisioni aziendali o creare disinformazione;
  • Truffe ai danni di clienti e partner, attraverso comunicazioni fraudolente;
  • Compromissione della sicurezza aziendale, con la creazione di prove digitali contraffatte.

Utilizzi intelligenza artificiale per protezione aziendale

Per proteggere le aziende dai rischi legati ai deepfake, è fondamentale adottare strumenti e strategie efficaci. In tal senso, si possono utilizzare specifici software che sfruttano l’intelligenza artificiale per identificare contenuti manipolati analizzando incongruenze nei video e negli audio.

Inoltre, la formazione digitale del personale svolge un ruolo di primo piano: riconoscere segnali di alterazione nei contenuti digitali aiuta a prevenire eventuali tentativi di inganno.

L’implementazione di protocolli di sicurezza avanzati, come l’autenticazione a più fattori e il controllo incrociato delle informazioni, riduce in maniera significativa il rischio che dipendenti e clienti cadano vittima di truffe e frodi digitali.

Vuoi saperne di più? Scopri come proteggere la tua azienda dai deepfake e dalle nuove minacce digitali, leggi gli approfondimenti sul blog di Giuliano Group sulla sicurezza aziendale informatica. 

 

Per chi possiede un’abitazione o un’attività commerciale la sicurezza è una priorità: la videosorveglianza intelligente rappresenta un’evoluzione significativa rispetto ai sistemi di sicurezza tradizionale. I moderni sistemi, grazie all’intelligenza artificiale ed all’analisi dei dati in tempo reale, non si limitano a effettuare delle registrazioni ma analizzano i video automaticamente permettendo di rilevare le minacce e comportamenti sospetti. 

La videosorveglianza smart può essere una grande opportunità sia in ambito domestico che aziendale: questi sistemi, infatti, permettono di migliorare la prevenzione, ottimizzare i tempi di risposta e ridurre i rischi. 

Soluzioni di videosorveglianza

La videosorveglianza intelligente si avvale di tecnologie avanzate che rivoluzionano il modo in cui viene garantita la sicurezza. Tra le principali soluzioni spicca il riconoscimento facciale, che consente di identificare individui specifici in tempo reale, migliorando il controllo degli accessi e la prevenzione di intrusioni non autorizzate. 

Accanto a questa tecnologia troviamo l’analisi comportamentale, in grado di rilevare movimenti o comportamenti sospetti, come l’assembramento improvviso o l’abbandono di oggetti in aree sensibili.

Un’altra innovazione fondamentale è l’analisi video in tempo reale, che permette il monitoraggio automatico e continuo di vaste aree. Questo sistema segnala situazioni potenzialmente pericolose, riducendo i tempi di intervento e ottimizzando le risorse umane.

Altre soluzioni innovative utilizzate in ambito security sono i sensori e le telecamere connessi al sistema IoT (Internet of Things) che offrono una sicurezza integrata. Questi dispositivi interagiscono con altri dispositivi come allarmi e sistemi di controllo accessi, per fornire una protezione completa. 

Sistemi di videosorveglianza con videocamere intelligenti

Per la sicurezza aziendale utilizzare dei sistemi di sorveglianza all’avanguardia comporta numerosi benefici a fronte di un iniziale investimento economico per l’acquisto e l’installazione. 

I dispositivi di sorveglianza intelligenti consentono di identificare eventi critici in tempo reale, riducendo al minimo il rischio di errori umani.

Uno dei principali vantaggi è la capacità di monitorare aree estese con meno dispositivi, grazie all’elevata risoluzione e alle funzioni di zoom avanzato. Inoltre, le videocamere intelligenti possono rilevare comportamenti sospetti o movimenti anomali, inviando notifiche immediate ai responsabili della sicurezza.

Un altro beneficio significativo è l’archiviazione intelligente dei dati. Grazie ai sistemi cloud o all’archiviazione locale ottimizzata, le aziende possono conservare solo le immagini rilevanti, risparmiando spazio e semplificando la gestione dei video.

 

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Per una protezione completa ed integrata delle aziende è necessaria una strategia che comprenda diverse soluzioni per monitorare e prevenire i rischi, proteggere le risorse fisiche e garantire la sicurezza delle persone. La protezione delle aziende richiede un approccio integrato che combini misure di videosorveglianza e sicurezza fisica avanzate. Le aziende, indipendentemente dal settore in cui operano, affrontano quotidianamente rischi come intrusioni, furti o atti vandalici. Per mitigare questi pericoli e proteggere il proprio patrimonio, è fondamentale adottare soluzioni che uniscano tecnologie moderne e strategie tradizionali.

In questo articolo vedremo quali sono le principali misure di sicurezza fisica, quali attività possono essere svolte tramite il videocontrollo remoto e come combinare queste attività per un monitoraggio efficace di un determinato ambiente. 

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Sistemi di controllo accessi per la sicurezza fisica

I sistemi di controllo accessi rappresentano una componente fondamentale per la sicurezza fisica di qualsiasi azienda. Questi sistemi consentono di regolare e monitorare l’ingresso a strutture, uffici e aree riservate, garantendo che solo il personale autorizzato possa accedere a specifiche zone.  

Tra le soluzioni più comuni troviamo badge magnetici, lettori biometrici e tastiere con codici di accesso. Questi strumenti, spesso integrati con software gestionali, permettono non solo di prevenire intrusioni non autorizzate, ma anche di tracciare i movimenti delle persone all’interno dell’azienda. In questo modo, è possibile identificare eventuali anomalie o attività sospette in tempo reale.  

Oltre a migliorare la protezione dei beni aziendali, i sistemi di controllo accessi possono essere programmati per fornire autorizzazioni temporanee a visitatori o fornitori, rendendo la gestione degli accessi più flessibile e sicura. Grazie all’integrazione con sistemi di videosorveglianza, è possibile ottenere un livello di protezione ancora più avanzato, creando una barriera efficace contro qualsiasi minaccia.

Impianti videocontrollo: la sorveglianza da remoto

Gli impianti di videocontrollo rappresentano un elemento essenziale per la sicurezza aziendale, offrendo la possibilità di monitorare gli ambienti in tempo reale, anche da remoto. Grazie a telecamere ad alta definizione e sistemi connessi a piattaforme cloud, è possibile accedere alle immagini tramite smartphone, tablet o computer, garantendo un controllo costante.

Questi sistemi non solo registrano eventi sospetti, ma permettono di intervenire tempestivamente in caso di intrusioni o emergenze. Integrati con allarmi e analisi video, gli impianti di videocontrollo assicurano una protezione completa e una sorveglianza continua, riducendo i rischi per l’azienda.

Sistemi di sicurezza aziende: a chi affidarsi

Per la protezione della propria azienda è fondamentale affidarsi a personale esperto e competente in materia di videosorveglianza e sicurezza. Giuliano Group offre soluzioni avanzate di sicurezza fisica e videosorveglianza, progettate per rispondere alle specifiche esigenze di ogni realtà aziendale: contattaci per una consulenza dedicata.

 

Il 1° ottobre 2024 è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 138, che recepisce la Direttiva Europea NIS 2. Questa direttiva è entrata in vigore il 16 ottobre, termine ultimo fissato per il recepimento da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Ogni paese, infatti, doveva integrarla nelle proprie legislazioni nazionali entro quella data. Questa normativa introduce nuove misure stringenti nell’ambito della Cybersicurezza.  La Direttiva NIS2 mira a rafforzare la sicurezza informatica in settori essenziali e rilevanti, ampliando il campo di applicazione rispetto alla precedente NIS, ed a uniformare le misure nei differenti Stati europei.

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Direttiva europea NIS 2: le implicazioni per gli Stati

Tale direttiva europea impone agli Stati membri dell’UE diversi obblighi. Questi mirano a rafforzare la sicurezza informatica delle infrastrutture critiche e a migliorare la resilienza contro le minacce cibernetiche.

Gli Stati membri devono anche designare un’autorità nazionale competente. Questa sarà responsabile della vigilanza sull’applicazione delle nuove norme e garantirà la conformità delle aziende che operano in settori strategici.

Un altro punto cruciale della Direttiva NIS2 è la creazione di un sistema di cooperazione transnazionale. L’intento è quello di facilitare lo scambio di informazioni tra Stati membri, soprattutto in caso di attacchi cyber che possano coinvolgere più Paesi. Questo sistema di cooperazione richiede che gli Stati condividano informazioni rilevanti su minacce e vulnerabilità, e che coordinino la risposta a incidenti di vasta portata, migliorando la gestione delle crisi informatiche a livello europeo.

Normativa NIS2: le implicazioni per le aziende

Le aziende che operano in settori ritenuti strategici (energia, trasporti, banche, sanità, ecc.) e quelle che forniscono servizi digitali o ICT saranno soggette a maggiori obblighi. La NIS 2 richiede di adottare misure tecniche e organizzative per gestire i rischi informatici, inclusi strumenti di monitoraggio, cifratura dei dati e autenticazione avanzata. 

Ecco le principali implicazioni della direttiva NIS 2 per le aziende:

  1. Obbligo di conformità: le aziende che operano in settori critici devono adeguarsi a requisiti di sicurezza più rigorosi. 
  2. Valutazione e gestione del rischio: le imprese sono obbligate a condurre valutazioni complete dei rischi per identificare vulnerabilità e minacce. 
  3. Obbligo di notifica: la NIS 2 introduce obblighi di notifica più stringenti. Le aziende devono informare le autorità competenti di qualsiasi incidente significativo che potrebbe compromettere la continuità dei servizi essenziali. 

Multe e sanzioni

La Nis 2 conferisce maggiori poteri alle autorità nazionali che potranno imporre delle sanzioni alle aziende che commettono delle violazioni o che non rispettano gli obblighi.

Sul piano sanzionatorio vi è una distinzione in base alla natura dei soggetti. Per gli operatori ritenuti essenziali la sanzione amministrativa prevista è pari ad un massimo di 10 milioni di euro o del 2% del fatturato. Per gli operatori ritenuti importanti le sanzioni amministrative possono arrivare ad un tetto massimo di 7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato. 

 

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