Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore del tessuto economico italiano: proprio per questo, oggi le PMI sono sempre più esposte a rischi informatici che non riguardano più solo le grandi aziende. 

La sicurezza aziendale è diventata un’esigenza strategica anche per le imprese di dimensioni ridotte, chiamate a proteggere dati, operatività e continuità del business.

Cybersicurezza aziendale nelle PMI: le principali azioni da intraprendere 

Per le PMI, adottare azioni concrete di sicurezza informatica è fondamentale per ridurre i rischi operativi e proteggere il patrimonio informativo.

La protezione delle infrastrutture IT passa innanzitutto dall’utilizzo di firewall, antivirus e sistemi di sicurezza costantemente aggiornati, in grado di difendere reti e dispositivi da malware e accessi non autorizzati. A questo si affianca una gestione attenta delle reti e degli accessi, per evitare punti deboli facilmente sfruttabili.

Un altro aspetto centrale è la protezione dei dati: backup periodici, piani di disaster recovery e soluzioni di conservazione sicura permettono di garantire la continuità operativa anche in caso di incidente informatico. Fondamentale è inoltre la gestione degli accessi e delle credenziali, attraverso password robuste, autenticazione a più fattori e accessi limitati in base ai ruoli aziendali.

Tutte queste misure devono essere integrate con la conoscenza e il rispetto del quadro normativo di riferimento, come il GDPR e la Direttiva NIS 2, che richiedono alle aziende un approccio strutturato e consapevole alla sicurezza informatica

Cybersecurity per PMI: la soluzione dell’outsourcing

Per le PMI, affidarsi a partner esterni per la sicurezza informatica è spesso la scelta più efficace quando mancano competenze interne dedicate o risorse strutturate. 

L’esternalizzazione dei servizi di sicurezza consente di accedere a tecnologie avanzate e a professionisti specializzati, riducendo costi e complessità gestionali. Un ulteriore vantaggio è il monitoraggio continuo dei sistemi, che permette di individuare tempestivamente anomalie e minacce. 

Il supporto specialistico garantisce inoltre interventi rapidi e strategie di difesa sempre aggiornate rispetto all’evoluzione dei rischi.

Proteggere le PMI oggi significa creare basi solide per la crescita futura. La sicurezza informatica non è un costo, ma un investimento strategico che tutela dati, operatività e reputazione aziendale. Adottare soluzioni scalabili e su misura consente di affrontare i rischi in modo sostenibile e progressivo. 

Affidarsi a professionisti del settore è il primo passo per costruire una difesa efficace e orientata al lungo periodo: richiedi una consulenza.

 

Nella cybersecurity moderna, le minacce interne rappresentano un vettore di rischio sempre più rilevante. Una quota significativa degli incidenti informatici, infatti, è riconducibile a comportamenti umani: errori involontari, negligenza operativa o, nei casi più critici, azioni intenzionali da parte di dipendenti, collaboratori o partner esterni con accesso legittimo ai sistemi aziendali. 

In un contesto in cui la superficie d’attacco si amplia e i confini digitali diventano meno definiti, includere l’analisi delle minacce interne nelle strategie di sicurezza non è più opzionale. È un requisito fondamentale per garantire una protezione realmente completa, capace di prevenire, individuare e mitigare rischi che provengono dall’interno dell’organizzazione stessa.

Tipologie di minacce interne per le aziende 

Le minacce interne, note anche come Insider Threat, sono rischi informatici generati da persone che hanno un accesso autorizzato a dati, sistemi o infrastrutture dell’organizzazione. Si tratta di un fenomeno sempre più rilevante nella cybersecurity, poiché coinvolge individui che operano già all’interno del perimetro aziendale e che, per questo motivo, possono eludere più facilmente i controlli tradizionali.

Le minacce interne si dividono in due grandi categorie: intenzionali e non intenzionali.
Le minacce intenzionali includono comportamenti dolosi finalizzati a sottrarre dati, sabotare sistemi o trarre vantaggi personali, spesso da parte di dipendenti infedeli o ex collaboratori. Quelle non intenzionali, invece, derivano da errori umani, scarsa formazione, uso improprio degli strumenti digitali o negligenza che, pur senza un intento malevolo, possono comunque causare gravi incidenti di sicurezza.

I profili tipici dell’insider comprendono non solo i dipendenti, ma anche ex dipendenti, fornitori, consulenti e partner esterni che hanno — o hanno avuto — accesso a sistemi e informazioni sensibili. Riconoscere la pluralità di questi attori è essenziale per costruire un programma di sicurezza efficace e realmente orientato alla prevenzione delle Insider Threat.

Fattore umano e cybersecurity

Il fattore umano rappresenta oggi l’anello più debole della sicurezza aziendale, poiché è proprio attraverso le persone che si generano la maggior parte delle violazioni, sia in modo intenzionale sia in modo del tutto involontario. In molti casi, dipendenti e collaboratori operano in condizioni di sovraccarico di lavoro, forte pressione operativa o ritmi frenetici che aumentano la probabilità di errore: una distrazione, un clic su un link malevolo o l’utilizzo improprio di credenziali possono aprire la strada a incidenti critici.

A questo si aggiunge una scarsa cultura della cybersecurity, ancora troppo spesso considerata un tema tecnico e non una responsabilità diffusa. Senza una formazione adeguata e continuativa, gli utenti non sono in grado di riconoscere segnali di rischio, adottare comportamenti sicuri o comprendere l’importanza delle procedure interne.

Un ulteriore elemento di vulnerabilità riguarda la gestione degli accessi: credenziali con privilegi eccessivi, account condivisi, permessi non aggiornati o una governance poco chiara delle responsabilità rendono più semplice l’abuso (volontario o meno) dei diritti di accesso ai sistemi. La cosiddetta “polverizzazione delle responsabilità” crea infatti zone grigie in cui diventa difficile identificare chi fa cosa, con un impatto diretto sulla capacità di prevenire, rilevare e contenere le minacce interne.

Difesa informatica e rischi interni per le aziende

Per proteggersi in modo efficace dalle minacce interne, le aziende devono adottare un approccio strutturato che combini tecnologia, processi e formazione. La prima linea di difesa consiste nell’implementazione di policy chiare, sistemi di controllo degli accessi basati sul principio del privilegio minimo e strumenti avanzati di monitoraggio comportamentale in grado di rilevare attività anomale. 

A questi elementi deve affiancarsi una formazione periodica del personale, indispensabile per aumentare la consapevolezza sui rischi e promuovere comportamenti sicuri. Infine, l’integrazione di soluzioni di endpoint protection, sistemi SIEM e processi di incident response permette di individuare e contenere rapidamente eventuali abusi o errori.

Solo unendo prevenzione, vigilanza continua e cultura della sicurezza è possibile ridurre in modo significativo l’esposizione ai rischi interni. Vuoi sapere di più sulla sicurezza aziendale? Contattaci subito per avere maggiori informazioni. 

La possibilità di prevenire le minacce informatiche e la capacità di agire preventivamente può fare la differenza in una strategia di sicurezza aziendale. Un approccio basato sulla sicurezza predittiva permette di anticipare e bloccare le minacce prima che si trasformino in danni reali. 

Grazie all’intelligenza artificiale, all’analisi dei dati e ai sistemi di monitoraggio in tempo reale, è possibile individuare comportamenti anomali, prevedere potenziali vulnerabilità e intervenire tempestivamente. L’obiettivo è passare da una difesa reattiva a una protezione proattiva, capace di garantire continuità operativa, riduzione dei rischi e maggiore affidabilità dei sistemi aziendali.

Cosa s’intende per sicurezza informatica predittiva

A differenza della sicurezza informatica tradizionale, che interviene dopo l’individuazione di una minaccia, quella predittiva, attraverso la raccolta costante di informazioni provenienti dai sistemi aziendali e l’utilizzo di strumenti che analizzano il comportamento degli utenti e dei dispositivi, permette di individuare in tempo reale eventuali anomalie o segnali sospetti. 

I modelli predittivi consentono così di riconoscere schemi di attacco prima che si concretizzino, attivando misure automatiche di difesa o avvisi agli operatori. In questo modo, le aziende possono ridurre al minimo tempi di risposta e danni economici, rafforzando la propria resilienza digitale.

L’analisi delle minacce informatiche

Con l’approccio della sicurezza predittiva, l’analisi delle minacce informatiche si basa sull’elaborazione continua di grandi quantità di dati provenienti da reti, server e dispositivi aziendali. Grazie a algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning, il sistema impara a riconoscere i modelli di comportamento tipici e identifica in tempo reale eventuali deviazioni sospette. 

Queste anomalie vengono poi valutate in base al livello di rischio, consentendo di intervenire rapidamente prima che la minaccia si trasformi in un attacco concreto. 

In questo modo, l’azienda passa da una difesa reattiva a una protezione preventiva e intelligente.

Applicazioni della cybersicurezza preventiva nelle aziende

La sicurezza predittiva trova applicazione in diversi ambiti aziendali, contribuendo a migliorare la protezione delle infrastrutture e dei dati sensibili.

Uno degli utilizzi principali riguarda il monitoraggio dei sistemi informatici, dove algoritmi avanzati analizzano continuamente log, accessi e traffico di rete per prevenire attacchi informatici o tentativi di intrusione. Allo stesso modo, l’analisi dei comportamenti sospetti consente di individuare accessi anomali o attività inconsuete da parte di utenti interni o esterni.

Queste tecnologie vengono impiegate anche nei sistemi di videosorveglianza e controllo accessi, dove l’intelligenza artificiale aiuta a riconoscere situazioni di rischio in tempo reale. 

Inoltre, la sicurezza predittiva rappresenta un valido strumento nella prevenzione di frodi, furti di dati o sabotaggi, riducendo drasticamente i tempi di intervento e garantendo maggiore affidabilità e continuità alle operazioni aziendali.

Perché investire nella sicurezza predittiva conviene alle aziende

La sicurezza predittiva rappresenta un’evoluzione fondamentale nella protezione dei dati e delle infrastrutture aziendali. Le aziende che scelgono questo approccio possono contare su una difesa più solida, tempestiva e adattiva, capace di ridurre i rischi e garantire continuità operativa.

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La protezione dei dati e delle infrastrutture digitali è una priorità strategica per le imprese. Le aziende possono scegliere tra due strade: gestire internamente la sicurezza informatica, creando un team dedicato, oppure affidarsi a partner esterni specializzati, esternalizzando il servizio. Questa seconda opzione, nota come outsourcing della sicurezza, sta diventando sempre più diffusa perché consente di accedere a competenze avanzate, tecnologie all’avanguardia e un monitoraggio costante, riducendo i costi e garantendo maggiore efficienza operativa.

Cos’è l’outsourcing 

L’outsourcing è la pratica con cui un’azienda affida a soggetti esterni alcune attività o funzioni che, altrimenti, verrebbero gestite internamente. Nel campo della sicurezza informatica, significa delegare la protezione dei dati, dei sistemi e delle reti a partner specializzati, capaci di garantire competenze, strumenti e tecnologie aggiornate. 

Questa scelta permette alle aziende di:

  • concentrarsi sul proprio core business;
  • mantenere elevati standard di sicurezza 
  • evitare di sostenere i costi di un reparto IT interno dedicato. 

A quali aziende conviene esternalizzare servizi di sicurezza

Non tutte hanno le aziende hanno le stesse esigenze. Le piccole e medie imprese spesso scelgono di esternalizzare perché non dispongono di un reparto IT interno strutturato e vogliono garantire un livello di protezione elevato senza costi eccessivi.

Le grandi organizzazioni, invece, possono beneficiare dell’outsourcing per coordinare in modo efficiente la sicurezza di sedi o magazzini distribuiti sul territorio. Anche le attività commerciali e retail, che gestiscono grandi flussi di clienti e fornitori, traggono vantaggio da un monitoraggio costante. 

Infine, per le aziende che trattano dati sensibili o operano in settori regolamentati come sanità, finanza e industria, l’affidamento a professionisti esterni garantisce conformità normativa e riduzione del rischio.

Cyber security outsourcing: quali sono i benefici 

L’outsourcing della sicurezza informatica offre numerosi vantaggi per le aziende di ogni dimensione. In primo luogo, consente una riduzione dei costi legati alla gestione interna e alla formazione del personale, evitando di dover mantenere un reparto IT dedicato.

Le imprese possono inoltre accedere a competenze specialistiche e tecnologie avanzate, difficilmente sostenibili in autonomia. Un ulteriore beneficio è la continuità operativa, garantita da un monitoraggio costante e interventi rapidi in caso di minacce. 

I servizi esternalizzati sono personalizzabili in base alle specifiche esigenze aziendali, offrendo così maggiore flessibilità e un aggiornamento continuo delle procedure di sicurezza.

 

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I dati sensibili rappresentano oggi uno degli asset più preziosi per le aziende: custodiscono informazioni su clienti, fornitori, dipendenti e strategie interne, diventando così il cuore pulsante del business. Tuttavia, la loro gestione comporta rischi crescenti. Cyber attacchi sempre più sofisticati, errori umani o una conservazione inadeguata possono esporre l’impresa a furti di informazioni, danni economici e perdita di credibilità sul mercato. Per questo motivo il legislatore europeo ha introdotto il GDPR, un regolamento che stabilisce regole precise per la protezione dei dati sensibili. 

In questo articolo vedremo come le aziende devono comportarsi per non rischiare violazioni e sanzioni.

Dati sensibili e dati personali

Il trattamento dei dati è una questione importante per le aziende. Innanzitutto bisogna distinguere tra quelli personali e quelli sensibili.

I dati personali sono quelli che identificano la persona (nome, cognome, ecc.); i dati sensibili o particolari sono dati personali che richiedono maggiore tutela in quanto potrebbero essere soggetti a discriminazione e riguardano l’orientamento sessuale, le opinioni politiche, le origini razziali, le convinzioni religiose, l’appartenenza ad un sindacato, lo stato di salute.

Adeguamento delle aziende alla normativa della privacy

Le aziende che non proteggono i propri dati sensibili si espongono a rischi significativi su più fronti. Il mancato rispetto del GDPR comporta sanzioni economiche molto elevate, che possono compromettere seriamente la stabilità finanziaria di un’impresa. Sul piano operativo, una violazione può tradursi in interruzioni dei servizi, perdita di documenti riservati e blocco delle attività produttive.

Che cosa è il GDPR

Il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati) rappresenta il riferimento principale per la gestione dei dati personali nelle aziende europee. Stabilisce principi fondamentali come la liceità, la trasparenza, la minimizzazione dei dati e la piena responsabilità delle organizzazioni nel trattamento delle informazioni. 

Le imprese sono chiamate a rispettare obblighi concreti: fornire informative chiare agli interessati, raccogliere consensi espliciti per il trattamento dei dati e gestire tempestivamente eventuali data breach. 

La figura del responsabile della Protezione dei dati: il DPO 

Il Responsabile della protezione dei dati (DPO) è una figura prevista dal GDPR, obbligatoria per enti pubblici e per aziende che trattano dati sensibili su larga scala. Il suo compito principale è vigilare sul rispetto della normativa, supportando l’organizzazione nell’applicazione corretta delle regole sulla privacy. 

Tra le sue attività rientrano anche la formazione del personale, la consulenza sulle procedure interne e il ruolo di punto di contatto con le autorità garanti. Per questo il DPO non è solo un obbligo normativo, ma una risorsa strategica per garantire la sicurezza e la fiducia nella gestione dei dati.

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Per proteggere i propri asset digitali, le aziende hanno bisogno di soluzioni capaci non solo di rilevare gli attacchi, ma anche di anticiparli e neutralizzarli in modo proattivo. È in questo contesto che si inserisce la Deception Technology, un approccio innovativo alla cybersicurezza che si basa sull’inganno come metodo di difesa.

In questo articolo vedremo cos’è questa tecnologia, come funziona e perché può rappresentare un valido alleato per le imprese che vogliono rafforzare le proprie strategie di sicurezza informatica.

Definizione e funzionamento

La Deception Technology è un approccio alla cybersicurezza che utilizza esche digitali e sistemi simulati per attirare e confondere gli aggressori informatici. L’obiettivo è quello di rilevare eventuali intrusioni prima che possano danneggiare i sistemi reali, creando un ambiente controllato in cui l’attaccante si muove senza sapere di essere osservato.

A differenza delle misure tradizionali, che reagiscono all’attacco, la deception è una strategia proattiva, pensata per anticipare e neutralizzare le minacce in modo intelligente.

La Deception Technology si basa sull’uso di decoy e honeypot, ovvero sistemi esca e trappole digitali progettate per attirare i cybercriminali. Questi strumenti simulano risorse reali come file, database, server o credenziali, inducendo l’attaccante a interagire con componenti fittizi. Ad esempio, un hacker potrebbe accedere a un file sensibile che in realtà è falso, o tentare di violare un server che non esiste realmente. 

In questo modo, l’attacco viene rilevato in tempo reale, permettendo all’azienda di monitorare i movimenti dell’intruso senza che quest’ultimo si accorga della trappola.

Cyber defense: come la tecnologia dell’inganno aiuta le aziende

La Deception Technology rappresenta oggi una strategia efficace di cyber defense perché consente alle aziende di scoprire anche gli attacchi più sofisticati, come le minacce persistenti avanzate (APT) o le violazioni interne. 

L’aspetto più interessante è che questa tecnologia non si limita a rilevare l’intrusione, ma accorcia i tempi di risposta, permettendo di agire prima che l’attaccante danneggi i sistemi reali. Il sistema protegge i dati sensibili senza interrompere le normali operazioni aziendali. Allo stesso tempo, raccoglie informazioni preziose sul comportamento degli hacker, dati utili per rafforzare le future strategie di sicurezza e prevenire nuovi attacchi.

Un approccio integrato per una corretta strategia di difesa

La Deception Technology non sostituisce le soluzioni tradizionali di sicurezza informatica, ma le affianca e le potenzia. Inserita in un’architettura difensiva ben strutturata, contribuisce a creare un sistema più resiliente. Per le aziende che vogliono adottare un approccio davvero proattivo alla cyber defense, l’integrazione di tecnologie innovative rappresenta una scelta strategica e intelligente. 

 

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I rischi per le aziende moderne possono essere diversificati e la semplice sorveglianza può non bastare per garantire la sicurezza. Dalla protezione degli accessi alla gestione dei dati sensibili, dalla sicurezza fisica alla prevenzione delle frodi interne, oggi è fondamentale poter contare su un sistema coordinato ed efficiente. La vigilanza integrata risponde proprio a questa esigenza: un approccio completo, personalizzabile e centralizzato.

Che cos’è la vigilanza integrata

La vigilanza integrata è un modello evoluto di sicurezza aziendale che combina in modo coordinato diversi servizi, con l’obiettivo di garantire una protezione completa ed efficace. Non si limita alla sola presenza di guardie o impianti di videosorveglianza, ma integra vigilanza fisica, sistemi tecnologici, attività di investigazione e raccolta di informazioni strategiche. 

Questa sinergia permette di affrontare ogni possibile minaccia – esterna o interna – in modo tempestivo e strutturato, adattando le soluzioni alle specifiche esigenze dell’azienda. 

Servizi di sicurezza per le aziende

Ogni azienda ha esigenze di sicurezza differenti, determinate dal settore in cui opera, dalla tipologia di attività svolta e dal livello di rischio a cui è esposta. Per questo, la vigilanza integrata si basa su un’offerta flessibile e modulare di servizi, che possono essere combinati in base alle necessità specifiche. Ecco le principali tipologie di servizi offerti:

  • Vigilanza: controllo e presidio fisico di strutture aziendali, anche con pattugliamento e pronto intervento in caso di allarme.
  • Sicurezza: gestione di accessi, controllo perimetrale e protezione di beni e persone in contesti pubblici o privati.
  • Reception: accoglienza e registrazione degli ingressi, con figure formate anche per il supporto alla sicurezza.
  • Custodia: sorveglianza passiva e gestione sicura di accessi e documentazione, anche fuori dall’orario lavorativo.
  • Investigazione: attività investigative su episodi interni o esterni all’azienda, come frodi, furti o concorrenza sleale.

Sicurezza aziendale: perché scegliere Giuliano Group

Affidarsi a Giuliano Group significa scegliere un unico interlocutore in grado di rispondere a ogni esigenza in ambito sicurezza. Grazie alla sinergia tra le aziende del gruppo, ciascuna specializzata in un settore specifico – dalla vigilanza alla custodia, dall’investigazione alla business information – siamo in grado di offrire un servizio integrato, modulabile e altamente professionale.

 

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La cybersecurity è diventata una priorità strategica per molte aziende, non solo per proteggersi da attacchi informatici, ma anche per garantire continuità operativa, affidabilità verso clienti e partner e conformità normativa. Sempre più imprese investono in sicurezza digitale perché consapevoli che un sistema informatico protetto permette di lavorare in modo più efficiente, di gestire meglio i dati sensibili e di evitare costosi blocchi operativi. Inoltre, la sicurezza informatica è un elemento chiave della trasformazione digitale: solo in un ambiente sicuro è possibile introdurre nuove tecnologie, automatizzare i processi e innovare i modelli di business.  Per questo, la cybersecurity aziendale oggi è vista non solo come difesa, ma come strumento concreto per aumentare la competitività delle imprese.

Sicurezza informatica nelle aziende

Da quanto emerge dalla “Global Future of Cyber Survey 2025”, la quarta edizione della ricerca condotta da Deloitte a livello globale che ha raccolto le opinioni di oltre 1.200 executive e C-level in ambito cyber, più della metà (52%) delle aziende italiane che prevede un aumento degli investimenti entro i prossimi due anni e una sempre maggiore integrazione del tema cyber nelle discussioni del Board aziendale, che nel 69% dei casi viene affrontato su base almeno mensile (26% almeno settimanale). 

Sistemi di sicurezza informatica: come e dove investire

Gli investimenti per cybersecurity aziendale si concentrano principalmente su tecnologie di difesa avanzate, formazione del personale e protezione dei dati.

Le aziende stanno adottando soluzioni di sicurezza proattiva, come sistemi di monitoraggio continuo, strumenti di risposta agli incidenti e piattaforme di gestione delle identità digitali. Cresce anche l’attenzione verso la sicurezza del cloud e la protezione delle infrastrutture critiche, soprattutto nei settori industriali e manifatturieri.

Parallelamente, molte imprese stanno avviando programmi di sensibilizzazione per i dipendenti: una cultura della sicurezza è essenziale per ridurre il rischio umano, oggi tra i principali vettori di attacco.

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Le piccole e medie imprese sono costantemente minacciate dai rischi informatici, tuttavia molte sono ancora impreparate. Questa è la fotografia che emerge dall’ultimo Rapporto Cyber Index Pmi: il livello di preparazione complessivo è insufficiente ed evidenzia la necessità di effettuare investimenti per la sicurezza digitale nelle imprese. 

Cosa è il rapporto Cyber Index PMI

Si tratta di un’analisi che attesta lo stato di consapevolezza e la capacità di gestione della cyber sicurezza delle piccole e medie imprese italiane. Questo progetto viene sviluppato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e la collaborazione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Sicurezza PMI

Il Rapporto, che si basa su un campione di circa mille imprese di piccole e medie dimensioni, assegna un punteggio medio di 52/100 alle imprese (con la crescita di 1 solo punto rispetto al rapporto dell’anno precedente).

Il rapporto classifica le PMI in quattro livelli di maturità:

  •  maturo: aziende con un approccio strategico completo, capaci di implementare misure efficaci riguardanti persone, processi e tecnologie.
  •  consapevole: imprese che comprendono le implicazioni dei rischi cyber ma con capacità operative limitate.
  •  informato: organizzazioni che mostrano una conoscenza base del rischio, adottando un approccio “artigianale” senza una strategia definita.
  • principiante: aziende con scarsa consapevolezza e quasi nessuna protezione efficace.

Il 15 % delle aziende mostra un approccio maturo, mentre il 56 % è solo informato o consapevole dei rischi informatici. Il 18 % ancora fermo allo stadio “principiante”.

Questo quadro evidenzia un divario preoccupante: la maggior parte delle PMI riconosce il rischio, ma non adotta misure efficaci di prevenzione e difesa digitale.

La cybersecurity come investimento strategico

L’evoluzione delle minacce – tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale per phishing e social engineering e attacchi alla supply chain – espone le PMI a perdite economiche. Investire in cybersecurity non è un costo, ma un asset strategico che tutela la continuità aziendale, rafforza la fiducia dei clienti e migliora la competitività sul mercato. Le PMI devono dotarsi di soluzioni tecnologiche avanzate, formare il personale e definire una governance chiara, integrando la sicurezza nei processi quotidiani.

 

La frequenza, la complessità e la pericolosità degli attacchi informatici rende necessario superare e migliorare le strategie tradizionali di cyber sicurezza, focalizzate unicamente  sulla prevenzione e sulla protezione. Le aziende devono adottare un approccio più ampio, che preveda oltre alla protezione anche la risposta agli attacchi subiti. È qui che entra in gioco il concetto di cyber resilienza, oggi sempre più centrale anche a livello normativo con l’introduzione del Cyber Resilience Act da parte dell’Unione Europea.

Differenze tra Cyber Resilience e Cyber sicurezza

Sebbene i termini cybersecurity e cyber resilience vengano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà fanno riferimento a due approcci distinti ma complementari. La cybersecurity si concentra principalmente sulla prevenzione e protezione: mira a impedire che gli attacchi informatici avvengano, adottando misure tecniche e organizzative per difendere i sistemi, i dati e le reti da accessi non autorizzati, malware o violazioni.

La cyber resilience, invece, parte dal presupposto che nessun sistema è invulnerabile. Anche le migliori difese possono essere superate, ed è quindi essenziale che un’organizzazione sia in grado di resistere a un attacco, rispondere in modo efficace e ripristinare rapidamente le proprie attività. Non si tratta solo di evitare il danno, ma di limitare gli impatti, garantendo la continuità operativa e tutelando i processi critici anche durante e dopo un evento cyber.

Normativa CRA (Cyber Resilience Act)

Il nuovo regolamento sulla cyber resilienza, indicato come Cyber Resilience Act, ha come obiettivo quello di rafforzare la sicurezza dei prodotti digitali immessi sul mercato dell’Unione Europea definendo dei requisiti da rispettare a partire dal 2027, ovvero:

  1. norme per la messa a disposizione sul mercato di prodotti con elementi digitali per garantire la cybersicurezza di tali prodotti;
  2. requisiti essenziali di cybersicurezza per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di prodotti con elementi digitali e obblighi per gli operatori economici in relazione a tali prodotti per quanto riguarda la cybersicurezza;
  3. requisiti essenziali di cybersicurezza per i processi di gestione delle vulnerabilità messi in atto dai fabbricanti per garantire la cybersicurezza dei prodotti con elementi digitali durante il periodo in cui si prevede che i prodotti siano in uso e obblighi per gli operatori economici in relazione a tali processi;
  4. norme sulla vigilanza del mercato, compreso il monitoraggio, e sull’applicazione delle norme e dei requisiti previsti.

Strategie per costruire la cyber resilienza in azienda

Per non farsi trovare impreparate, le aziende devono adottare strategie capaci di integrare soluzioni di cyber sicurezza e cyber resilienza. Alcune attività esemplificative sono: 

  • Valutazione del rischio continuo – È fondamentale monitorare costantemente i sistemi e identificare quali dati o processi sono più critici per il business. Solo conoscendo i propri punti deboli è possibile proteggersi in modo efficace.
  • Backup regolari e testati – Salvare copie sicure dei dati non basta: è essenziale verificare che i backup funzionino e permettano un ripristino rapido, per ridurre al minimo fermi operativi e perdite economiche.
  • Simulazioni e “crisis management” – Organizzare esercitazioni aiuta i team a reagire prontamente in situazioni reali. Le simulazioni affinano la collaborazione tra reparti e riducono il rischio di errori durante una crisi.
  • Piani di risposta agli incidenti – Un buon piano IRP stabilisce in anticipo cosa fare in caso di attacco, chi deve intervenire e come si contengono i danni. Deve essere aggiornato regolarmente e testato sul campo.