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Con il recepimento nazionale del D.Lgs. 138/2024, la Direttiva NIS2 è diventata ufficialmente il pilastro della resilienza digitale italiana. Archiviata la fase di introduzione avviata a ottobre 2024, il 2026 segna l’ingresso nel vivo della fase attuativa, con l’attivazione di scadenze operative che impongono un cambio di passo decisivo. 

Calendario e adempimenti NIS2: la roadmap del 2026

Il percorso di conformità tracciato dal D.Lgs. 138/2024 prevede tappe serrate che trasformano la teoria in obbligo operativo. Dopo il censimento iniziale e la registrazione sul portale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), la data del 28 febbraio 2026 è stata il primo spartiacque decisivo.

Entro questa scadenza, infatti, le aziende devono aver implementato misure tecniche e organizzative rigorose. In particolare, i soggetti interessati dovranno completare la registrazione o l’aggiornamento delle informazioni richieste sulla piattaforma digitale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. 

Entro Ottobre 2026, i soggetti interessati devono rendere operative le strategie di difesa tecnica e organizzativa volte a mitigare i rischi sui sistemi di rete: l’autunno del 2026 segna il termine ultimo per la messa a terra di tutti i protocolli di sicurezza richiesti, trasformando l’adeguamento normativo in una protezione concreta e documentata contro le minacce cyber.

La responsabilità degli organi direttivi: il nuovo ruolo del management

Uno dei cambiamenti più significativi della NIS2 riguarda la governance: la sicurezza informatica non è più delegata esclusivamente ai reparti IT, ma diventa una responsabilità diretta degli organi direttivi. I vertici aziendali, inclusi CdA e dirigenti, hanno l’obbligo giuridico di approvare le misure di cybersecurity e supervisionarne l’attuazione.

La normativa introduce inoltre una responsabilità personale per il management in caso di inadempienza, che può portare a pesanti sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, alla sospensione temporanea dalle funzioni dirigenziali.

Il sistema sanzionatorio

Il mancato adeguamento alle prescrizioni della NIS2 comporta conseguenze severe, differenziate in base alla rilevanza del soggetto (Essenziale o Importante). A partire dal 2026, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) applicherà sanzioni non solo per la mancata gestione del rischio o la ritardata notifica degli incidenti, ma anche per l’omessa registrazione sulla piattaforma ufficiale.

Ecco il dettaglio delle sanzioni pecuniarie:

  • Per le Aziende (Soggetti Privati):
    • Soggetti Essenziali: sanzioni fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo mondiale.
    • Soggetti Importanti: sanzioni fino a 7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato annuo mondiale.
    • Mancata Registrazione: sanzioni specifiche fino allo 0,1% del fatturato.
  • Per le Pubbliche Amministrazioni (PA):
    • PA classificate come Essenziali: sanzioni da 10.000 a 50.000 euro.
    • PA classificate come Importanti: le sanzioni sono ridotte di un terzo rispetto alla categoria precedente.
  • Responsabilità Personali: oltre alle multe per l’ente, sono previste sanzioni per i legali rappresentanti e i dirigenti, che possono includere la sospensione temporanea dalle funzioni dirigenziali in caso di gravi e reiterate inadempienze.

 

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